Spionaggio fiscale
"Sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero".
Questo è il passaggio testuale della dichiarazione cui sono tenuti a fare tutti coloro che occupano cariche elettive, non solo deputati e senatori, ma anche consiglieri regionali, provinciali e membri del governo con lo scopo ultimo di rendere chiara e trasparente a tutti la propria situazione patrimoniale.
E’ un concetto, questo, diffuso come principio di uno stato liberale , dove il cittadino elettore ha il diritto di conoscere le condizioni economiche di un suo eletto senza per questo violare alcuna privacy.
Secondo il dettato dell’articolo 2 della legge 441/82 (1), la “dichiarazione” deve contenere chiare indicazioni di diritti reali su immobili e su beni mobili registrati, azioni o quote di partecipazione in società di capitali, le eventuali funzioni di amministratore o sindaco di società.
L’onorevole, è altresì tenuto ad esibire copia dell’ultima dichiarazione fiscale presentata e precisare le forme e modalità delle spese sostenute e delle obbligazioni assunte per la propaganda elettorale, con la contestuale dichiarazione di eventuali contributi ricevuti.
La stessa legge, stabilisce che tali dichiarazioni sono a disposizione di tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali.
Ora, se tutto ciò è vero, a parte la curiosa morbosità dimostrata dagli autori dei presunti accessi all’archivio dell’anagrafe tributaria, sulla cui base è partita una poderosa indagine da parte di una procura della repubblica con centinaia di perquisizioni e sequestri di materiale probatorio, faccio fatica a comprendere il titolo del reato che si assume commesso.
Da più parti e non ultime anche da autorevolissime cariche istituzionali si è gridato allo scandalo!! al complotto, al segreto violato, oltre a danni d’immagine irreparabili e altro ancora…
Ora non sarò certo io a sminuire la portata della vicenda, ma solo ricordare che, se da noi esiste una legge che stabilisce che certe informazioni inerenti la situazione patrimoniale e reddituale dei nostri parlamentari e governanti sono libere ed accessibili al pubblico, in altri paesi, come gli states o il regno unito, tali informazioni sono accessibili sui rispettivi siti web del Congresso americano o Parlamento britannico.
Da questa vicenda, qualcuno che avrebbe forse qualche titolo a lamentare una privacy violata sono i tanti vip dello spettacolo o dello sport che sembrano essere stati, alla stregua dei vari premier (Prodi & Berlusconi), destinatari delle “spiate fiscali”.
Per il resto, auspico per il futuro che, certe “curiosità parlamentari o governative” vengano soddisfatte attraverso i canali previsti dalla vigente normativa, andando a leggere l’apposito bollettino a disposizione di tutti presso la Camera dei Deputati.
In tal modo, potremo destinare le esigue risorse della macchina giudiziaria per sopperire ad esigenze di ben altra caratura e che i quotidiani bollettini di guerra della camorra o altre consorterie criminali stanno li a ricordarcelo.
Bari, 01 novembre 2006

