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SCUDO FISCALE: vademecum per i controlli




  • Con la circolare n. 52/E dell'8 ottobre scorso, l'Agenzia delle Entrate ha fornito agli Uffici le istruzioni per effettuare la verifica dei presupposti richiesti dall'articolo 13-bis del D.L. n. 78/2009 per accedere alle operazioni di emersione delle attività detenute all'estero.






L’art. 13-bis del D.L. n. 78/2009 ha disciplinato il c.d. “scudo fiscale” permettendo la regolarizzazione ed il rimpatrio delle attività detenute all’estero alla data del 31 dicembre 2008, in violazione degli obblighi del monitoraggio fiscale, mediante il pagamento di un’imposta straordinaria modulata nelle aliquote del 5%, 6% e 7%.

Il pagamento dell'imposta produce particolari effetti preclusivi con riferimento agli accertamenti tributari e contribuitivi ed estintivi delle sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali.

Il contribuente che voglia opporre tali effetti all'Amministrazione deve farlo prima che abbiano avuto inizio accessi, ispezioni o verifiche ovvero nei 30 giorni successivi a quello in cui il soggetto interessato ha avuto formale conoscenza di un avviso di accertamento o di rettifica o di un atto di contestazione di violazioni tributarie. In presenza di tale opposizione, l’ufficio che procede al controllo deve porre in essere una serie di valutazioni e di adempimenti, indicati nella circolare n. 52/E/2010:

a) Acquisizione di copia della dichiarazione riservata

Il primo elemento da verificare è la dichiarazione riservata, la cui copia deve essere esibita, sottoscritta dall’intermediario, e la cui autenticità va riscontrata chiedendo formalmente all’intermediario di trasmettere:
1.la data di conferimento dell’incarico;
2.la data e gli estremi del versamento dell’imposta straordinaria
3.la data e le modalità di presa in carico delle ...
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