PAESI “NON COOPERATIVI”: Gli sforzi del "GAFI"
Le leve principali impiegate per disincentivare politiche “non cooperative” poggiano
sull’individuazione dei paesi che le attuano e sulla pubblicazione di apposite liste (“naming and shaming”), nonché sull’adozione di contromisure da parte dei paesi “virtuosi” (dall’imposizione di particolari forme di monitoraggio e di segnalazione alla previsione di divieti di compiere operazioni).
Nell’ambito delle iniziative volte a eliminare i fattori della crisi, il G20 ha invitato il GAFI a pubblicare, entro febbraio 2010, una lista di giurisdizioni caratterizzate da rischi elevati di riciclaggio e da scarsa collaborazione all’impegno collettivo. Il GAFI ha avviato un esercizio volto all’individuazione di paesi “non cooperativi” nell’impegno antiriciclaggio e nello scambio di informazioni e alla definizione di contromisure appropriate.
Il 18 febbraio 2010 è stata pubblicata una lista comprendente otto paesi non cooperativi (Iran, Angola, Corea del Nord, Ecuador, Etiopia, Pakistan, Sao Tome & Principe, Turkmenistan). Nella stessa ...

