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TRA AVVOCATI: LEI E' RIDICOLO... non è reato!

La Cassazione sdogana le espressioni forti e pungenti fra avvocati, avversari in un processo. Non commette ingiuria, infatti, il legale che definisce ridicolo il comportamento del collega.
Lo ha sancito la Suprema corte con la sentenza n. 10188 del 14 marzo 2011.
In sostanza la quinta sezione penale ha confermato l’assoluzione pronunciata da un giudice di pace chiamato a valutare il comportamento e le frasi pungenti usate da un legale contro il suo avversario in un processo.
“Non ogni espressione che crea disappunto – scrive il Collegio - è, per ciò solo, offensiva, né offensiva è automaticamente una ...
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