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FIDUCIARIA & ANTIRICICLAGGIO: Istruzioni Per l’uso

Secondo una mentalità ed un diffuso costume consolidato nel corso dei passati decenni, la gestione di risorse finanziarie da parte di società fiduciarie di cui alla legge 1966/1939, rappresenta la migliore soluzione per rispondere ad esigenze di “Riservatezza” limitando in larga parte la conoscenza effettiva circa la proprietà dei patrimoni.

Con le ultime normative emanate nel nostro Paese in materia di antiriciclaggio di cui al Decreto legislativo 231/07, in ossequio a specifiche Direttive comunitarie, le Società Fiduciarie sono rientrate a pieno titolo fra gli Intermediari finanziari e al pari del sistema bancario, sono soggette ad una serie di obblighi nei rapporti con la clientela, finalizzati a scongiurare ogni possibile rischio di coinvolgimento, anche inconsapevole, in fenomeni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Ciò detto, oggi le “Fiduciarie”, all’avvio di ogni relazione di natura continuativa avente ad oggetto la gestione di patrimoni conferiti dalla clientela in amministrazione fiduciaria, quali titoli, quote, obbligazioni, conti correnti, beni immobili etc., hanno il dovere di assicurare l’Adeguata verifica, acquisendo informazioni essenziali sul ciascun cliente (attività professionale, potenzialità economica, tenore di vita, moralità etc.)[1]. Le informazioni devono anche volgere a comprendere la genesi del patrimonio, ovvero la coerenza con il profilo soggettivo del cliente che si presenta per l’avvio del rapporto, con la contestuale precisazione del Titolare effettivo[2], ovvero della natura e scopo dell’avviata relazione.

In questi casi, il cliente, sotto la sua personale ...
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