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BANCA D’ITALIA: Ispezione antiriciclaggio presso un Intermediario finanziario (Banca)

Premessa

Al fine di consentire una valutazione preliminare per ogni utile accorgimento organizzativo all'interno di una Banca, voglio simulare una "ispezione tipo" dell'Organo di Vigilanza centrale in materia di antiriciclaggio, ripercorrendo una lunga esperienza già vissuta.

Infatti, nel recente decennio appena trascorso, nella veste di Responsabile antiriciclaggio di un gruppo bancario ho ricevuto ben cinque ispezioni da parte di Funzionari dell'allora Ufficio Italiano Cambi, delle quali, due in modo diretto (presso la Banca capogruppo) e tre presso le Controllate.

Senza voler peccare di presunzione, dico subito che, in nessuna di queste maratone ispettive della durata media di un trimestre, ho ricevuto rilievi di qualsivoglia natura e questo certamente dovuto, tanto all'efficienza organizzativa della struttura[1] ovvero alla qualità della collaborazione ricevuta all'interno della Banca.

Modalità di svolgimento della verifica

L'attività ispettiva, espletata abitualmente da tre funzionari dell'Organo di vigilanza centrale (ora denominato UIF già dal dicembre 2007), verte sugli approfondimenti che seguono:

· Formazione espletata negli ultimi tre anni dalla Banca, attraverso l'esame delle giornate impiegate, risorse utilizzate (docenti interni e/o esterni), argomenti trattati e profili professionali partecipanti[2];

· Analisi a scandaglio di alcune mensilità del diagnostico Gianos[3], verificando la natura delle anomalie e le giustificazioni addotte a commento da parte del Responsabile di Filiale;

· Mirate elaborazioni dell'AUI, tese ad evidenziare emissioni/estinzioni di Certificati di deposito al portatore che, pur superiori alla soglia di intrasferibilità, risultano negoziati da soggetti diversi. In questi casi, vengono richiesti i "Modelli di trasferimento" all'uopo utilizzati dall'Intermediario[4] ovvero l'avvenuta Registrazione manuale in Archivio Unico Informatico;

· Allo stesso fine, gli Ispettori medesimi, per un determinato arco di tempo mettono insieme i prelievi (o cambi assegni bancari e circolari) superiori alla soglia di intrasferibilità, verificando, per lo stesso periodo a stretto giro di operazioni per cassa, l'esistenza di eventuali versamenti di denaro contante cercando una stretta correlazione con la genesi della provvista - per l'eventuale contestazione di un irregolare trasferimento[5];

· Acquisiscono altresì, a scandaglio, alcuni mesi di registrazione in Archivio Unico Informatico, eseguendo una verifica del diagnostico anche attraverso il riscontro delle rispettive Buste di cassa;

· Acquisiscono i Tabulati di procedura, con particolare riguardo a quelli che hanno determinato esclusioni dalle registrazioni in AUI onde verificarne la correttezza;

· Per un campione di nominativi presi a scandaglio nell'Anagrafe della Banca, chiedono la esibizione della copia dei Documenti di riconoscimento utilizzati e relativo Codice fiscale del cliente;

· Attraverso la lettura incrociata dell'Anagrafe e dell'AUI, verificano tutte le esclusioni dalle registrazioni[6] (pensiamo ...

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