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EVASIONE FISCALE: Lo “spesometro”, istigazione ad evadere

Di fronte ad una tassazione insopportabile e servizi pubblici da terzo mondo, con una Pubblica amministrazione inefficiente e costosa, una corruzione galoppante c’è da chiedersi: esiste un modo per difendersi?


Se è vero che evadere le tasse è reato, è altrettanto vero che, in qualche caso, evadere i doveri di corrispondere il dovuto diventa pura sopravvivenza, praticamente “legittima difesa”.


L’Amministrazione finanziaria, ma prima ancora il nostro legislatore, con l’articolo 21 del Decreto legge nr.78/2010, ha introdotto l’obbligo per i soggetti IVA di comunicare telematicamente  non solo le operazioni effettuate tra soggetti IVA (cosiddette operazioni business to business), ma anche quelle in cui cessionario o committente risulti essere il consumatore finale (cosiddette operazioni business to consumer).


In sede di prima applicazione il provvedimento stabilisce che devono essere comunicate:


· entro il 31 ottobre 2011, le operazioni di importo pari o superiore ai 25.000 euro al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2010, limitatamente a quelle  per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura;


· entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2011, per le quali è  previsto l’obbligo di emissione della fattura;


· entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, al  lordo dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, con esclusivo riferimento a quelle rese e ricevute dal 1° luglio 2011.


 


E stato altresì stabilito che gli acquisti effettuati con strumenti tracciabili, come le carte di credito, di debito o prepagate, emesse da intermediari finanziari nazionali o esteri con stabilimento in Italia sono esclusi dalla comunicazione.


 


I dettagli dell’intera operazione sono contenuti nella Circolare nr. 24/E dell’Agenzia delle entrate[1].


 


Perché dico che la novità rappresenta una sorta di istigazione ad evadere?


Perché il momento non è favorevole, laddove lo scontento è generale, la crisi imperversa ancora e la sopravvivenza è difficile. La stessa Amministrazione finanziaria sembra voler correre ai ripari con l’attenuazione delle “ganasce fiscali”, una più efficiente razionalizzazione dei controlli – tanto nella durata che nelle modalità di esecuzione.


E allora, se è vero tutto questo perché lo “Spesometro”?


 


Si dice: perché in questo modo si potrà meglio individuare la ricchezza nascosta ed occultata al fisco attraverso una evasione fiscale in continua ascesa e che non conosce limiti.


 


Non è così o meglio, non è questa la strada per individuare e colpire i veri evasori fiscali.


Posto che in Italia, da sempre, l’indole o la propensione all’evasione è tanto più alta quanto più basso è il rischio che si corre ad essere beccati.


 


Se c’è la volontà politica, combattere l’evasione fiscale corrisponde all’”UOVO DI COLOMBO”, trattandosi di affinare in modo semplice e coerente le fonti d’innesco delle verifiche fiscali, non prima di aver individuato l’allocazione dei patrimoni mobili e immobili.


Già verso la fine degli anni ’80, in terra di Calabria, al Comando di un Reparto della Guardia di finanza deputato al contrasto alla criminalità organizzata[2], attraverso gli incroci degli “Aventi causa”[3] nelle transazioni immobiliari registrate presso la Conservatoria dei RR.II. mi capitava spesso di individuare prestanomi di noti appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese.


 


Per i beni mobili, ovvero le risorse finanziarie detenute presso il sistema creditizio la procedura, seppure apparentemente più complessa, risponde alle medesime esigenze[4].


Per le risorse finanziarie infatti, bisognerà agire attraverso i “Sostituti d’imposta” che amministrano la quasi totalità del risparmio degli italiani (Banche, Sim, Sgr etc.).


Le sorprese sarebbero tantissime!


Persone che prendono la pensione sociale INPS e che, contemporaneamente detengono disponibilità su conti correnti, depositi e dossier titoli per svariati milioni di euro.


 


Come si vede, la strada, per quanto lunga è relativamente semplice.


Volere e potere!


Viva il buon senso, abbasso lo spesometro.


 


 


 







[1] http://www.giovannifalcone.it/2340/circolare_24_e_dell_agenzia_delle_entrate_comunicazione_telematica_spesometro_.html




[2] G.I.C.O. (Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata)




[3] Acquirenti




inserito da Giovannifalcone il 2011-06-05 11:47:20
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