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ESPROPRIO PER PUBBLICA UTILITA': Valore venale

La determinazione della stima ad valorem del bene oggetto di esproprio, ha da sempre costituito elemnto di conflittualità. In situazioni della specie, deve ricorrersi al criterio del valore venale del bene anche se il ricorso avverso la sentenza determinativa dell'indennità non abbia sollevato questione sulla legge applicabile, ma, come nella specie, si sia limitato a contestare la quantificazione in concreto dell'indennità, non essendo concepibile, in ordine all'individuazione del criterio legale di stima, la formazione di un giudicato autonomo, né l'acquiescenza allo stesso, dato che il bene della vita alla cui attribuzione tende l'opponente alla stima è l'indennità, liquidata nella misura di legge, non già l'indicato criterio legale, così che l'impugnazione del credito indennitario rimette in discussione proprio il criterio legale utilizzato dalla sentenza determinativa dell'indennità, ed il relativo capo, fondandosi sulla premessa dell'applicabilità dell'art. 5 bis d.l. n. 333/92, non è suscettibile, venuta meno tale premessa, di conservare la natura e gli effetti di un'autonoma statuizione.
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                  
                        SEZIONE PRIMA CIVILE                        
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           
Dott. ROVELLI   Luigi Antonio                       -  Presidente   -
Dott. SCHIRO'   Stefano                             -  Consigliere  -
Dott. GIANCOLA  Maria Cristina                 -  rel. Consigliere  -
Dott. CAMPANILE Pietro                              -  Consigliere  -
Dott. DE CHIARA Carlo                               -  Consigliere  -
ha pronunciato la seguente:                                         
                     sentenza                                       
sul ricorso proposto da:
             G.A.  (c.f. (OMISSIS)),             GI.AN.
(C.F.      (OMISSIS)),                     g.a.      (C.F.
(OMISSIS)),                           GI.AP.        (C.F.
(OMISSIS)),                G.R. (C.F. (OMISSIS)),
        GI.RO. (C.F. (OMISSIS)), nella qualità di  eredi
di             D.M. (vedova        G.), elettivamente domiciliati
in  ROMA,  VIA  CELIMONTANA  39, presso l'avvocato  PANARITI  BENITO,
rappresentati  e  difesi  dall'avvocato  CATAPANO  RUGGIERO,   giusta
procura a margine del ricorso;
                                                       - ricorrenti -
                               contro
COMUNE  DI BARLETTA (C.F. (OMISSIS)), in persona del Sindaco  pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G. GOZZI 161,  presso
l'avvocato   PATELLA  MARIO,  rappresentato  e  difeso  dall'avvocato
PALMIOTTI ISABELLA, giusta procura in calce al controricorso;
                                                 - controricorrente -
                               contro
                G.M.,                      ...
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