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RAPINA IN BANCA: Nessuna responsabilità della banca

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE                  
                        SEZIONE PRIMA CIVILE                        
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:                           
Dott. VITRONE    Ugo                              -  Presidente   - 
Dott. FIORETTI   Francesco Maria                  -  Consigliere  - 
Dott. ZANICHELLI Vittorio                         -  Consigliere  - 
Dott. RAGONESI   Vittorio                         -  Consigliere  - 
Dott. DE CHIARA  Carlo                       -  rel. Consigliere  - 
ha pronunciato la seguente:                                         
                     sentenza                                       
sul ricorso proposto da:
          R.I. e           R.L., rappresentati e  difesi,  giusta
procura  speciale a margine del ricorso, dall'avv. PUCCIONI Paolo  ed
elett.te  dom.ti presso il suo studio in Roma, Via G.  Zanardelli  n.
36;
                                                       - ricorrenti -
                               contro
UNICREDIT s.p.a. (quale incorporante di BANCO DI SICILIA s.p.a.),  in
persona  dell'avv.             G.S., responsabile del polo di  Roma
della   struttura   F   &  SME  Legal  Italy  di  Unicredit  
s.p.a.,
rappresentata  e  difesa, giusta procura speciale  per  notaio  Daria
Zappone  di  Roma  del  5  luglio 2011 rep.  n.  3458,  dagli  avv.ti
VOLTAGGIO Antonio e Paolo ed elett.te dom.ta presso il loro studio in
Roma, Via Fontanella Borghese n. 72;
                                                 - controricorrente -
avverso  la  sentenza  della  Corte d'appello  di  Roma  n.  4663/05,
depositata il 3 novembre 2005;
udita  la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del  14
luglio 2011 dal Consigliere dott. Carlo DE CHIARA;
udito per i ricorrenti l'avv. Paolo PUCCIONI;
udito per la controricorrente l'avv. Antonio VOLTAGGIO;
udito  il  P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale  dott.
APICE Umberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
                

 Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
I sigg. R.M., P.F. e R.I. convennero davanti al Tribunale di Roma il Banco di Sicilia s.p.a.
chiedendo il risarcimento - nella misura di L. 36.500.000 oltre accessori - del danno subito per il furto del contenuto della loro cassetta di sicurezza presso l'agenzia n. 14 del Banco, in Roma. Le circostanze del furto, consumato tra il 30 giugno e il 2 luglio 1989 da. ignoti ladri, che erano penetrati nel caveau dell'agenzia e avevano svuotato la maggior parte delle cassette, evidenziavano secondo gli attori gravissime responsabilità della banca.
La convenuta resistette, mettendo a disposizione il massimale di L. 1.000.000 previsto dal contratto in caso di responsabilità della banca, e deducendo la mancanza di colpa grave da parte sua (per il caso di ritenuta nullità della clausola limitativa della responsabilità ai sensi dell'art. 1229 c.c.).
Il Tribunale accolse la domanda, ma la sua sentenza è stata poi riformata in accoglimento dell'appello proposto da R.I. anche quale erede dei genitori R.M. e P.F. deceduti nelle more (e previa integrazione del contraddittorio nei confronti della coerede sig.ra R.L.).
La Corte di Roma, infatti, ha ritenuto che la banca abbia fornito la prova dell'assenza di sua colpa grave e, riconosciutane la sola colpa lieve, l'ha quindi condannata al risarcimento nel limite del massimale contrattuale di L. 1.000.000, oltre accessori.
I giudici di appello, premesso che l'onere della prova dell'assenza di colpa grave deve ritenersi assolto con la ...
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