CASSETTA DI SICUREZZA: Prelievi e depositi senza divieti
Visti i rischi connessi ad eventuali insolvenze del sistema bancario, e più in generale del sistema finanziario, ho ritenuto opportuno prelevare una certa somma in contanti, ben oltre i 2.500 euro, e conservarla in cassetta di sicurezza, pronta a riversarla dopo le attuali turbolenze.
Il denaro ha provenienza da risprami familiari e personali. Non ho fatto mai altre operazioni sospette. Non so se la banca farà la segnalazione antiriciclaggio. Vorrei sapere, in concreto, cosa rischio sul piano legale e su quello fiscale. Sono dipendente non titolare di partita IVA. In caso di accertamento sintetico con indagini finanziarie di supporto, vale la regola per cui i prelevamenti non giustificabili sono equiparati a reddito (come in un contesto di reddito d’impresa)? In caso di segnalazione antiriciclaggio, cosa rischio? Qual è l’organo che se ne occuperà?
RISPOSTA
Il prelievo di denaro, anche se superiore a 2.500 euro, effettuato dal contribuente da un conto corrente di cui risulta unico intestatario, e il conseguente deposito dello stesso in una cassetta di sicurezza, al medesimo intestata, presso un istituto di credito italiano non costituisce violazione delle norme in materia di antiriciclaggio.
L’articolo 49 del Dlgs 231/07 vieta, infatti, esclusivamente il trasferimento, di denaro contante o di libretti di ...

