LIBRETTI DI DEPOSITO COINTESTATI: Disporre oltre la quota è reato (appropriazione indebita)
Cassazione Penale, sez. II, 25 ottobre 2011, n. 38527
Trattasi di una sentenza che raccoglie un "comune sentire", laddove la Corte di Cassazione analizza il tema dell’appropriazione indebita di somme prelevate da libretti postali cointestati arrivando ad affermare la configurabilità del reato di appropriazione indebita a carico del coerede, cointestatario con il de cuius di un libretto di deposito bancario, il quale, pur se facoltizzato a compiere operazioni separatamente, disponga in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito degli altri cointestatari, della somma in deposito in misura eccedente la propria quota parte.
Richiamando i propri precedenti orientamenti, infatti, la Corte ricorda come, nel libretto di deposito cointestato, al pari del conto corrente bancario cointestato a più persone, i rapporti interni tra i correntisti non sono regolati dall’art. 1854 cod. civ., che riguarda i rapporti tra i medesimi e la banca, ma dall’art. 1298 c.c., comma 2, in base al quale le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali se non risulta diversamente.
Se la solidarietà attiva consente la realizzazione dell’intero credito da parte di un solo creditore (art. 1292 c.c.), tuttavia, ricorda la Cassazione, in base alla disciplina civilistica dell’obbligazione solidale attiva vista nei rapporti interni, le parti di ciascun concreditore solidale si presumono uguali (art. 1298 c.c.) e il concreditore è obbligato a non disporre per sè della parte della somma ad altri spettante, salvo la prova contraria a carico della parte che deduce una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa.
SENTENZA PER ESTESO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA PENALE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. Casucci Giuliano - Presidente -
Dott. Gentile Domenico - Consigliere -
Dott. Gallo Domenico - Consigliere -
Dott. Chindemi Domenico - rel. Consigliere -
Dott. Cervadoro Mirella - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
(OMISSIS….)
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Corte di appello di Lecce, con sentenza in data 18/5/2009, confermava la sentenza del Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Maglie, in data 30.3.2006, appellata da C.G. dichiarata colpevole di appropriazione indebita di somme prelevate da libretti postali cointestati (Euro 2133,43 e Euro 10.500), con la defunta D.A. e la condannava, con le attenuanti generiche e la diminuente del rito, alla pena di giorni 40 di reclusione e Euro 200 in multa, determinando la pena complessiva in Euro 1.720 di multa (convertendo la pena detentiva in Euro 1520 di multa). Proponeva ricorso per cassazione il difensore dell’imputata eccependo l’insussistenza del reato avendo avuto la ricorrente la piena disponibilità delle somme depositate su libretti di deposito, in quanto cointestataria degli stessi, non potendo ravvisarsi il ...

