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CONTO DEDICATO & PARTITA IVA: Nessun obbligo

Un titolare di partita IVA deve possedere un conto corrente (postale o bancario), prettamente dedicato all’attività che svolge?

Si può tenere un conto magari intestato anche ad un’altra persona (coniuge o figlio) e far comunque transitare tutti i movimenti, sia quelli inerenti ad un’attività che quelli personali?

E ancora, per non affrontare ulteriori costi, può un piccolo artigiano o commerciante continuare a tenere un libretto di risparmio nominativo per depositare i suoi incassi e prelevare (sempre rispettando la soglia) somme di denaro per sostenere le spese?

RISPOSTA

L’obbligo normativo di tenere uno o più conti correnti bancari o postali, ai quali affluiscano obbligatoriamente le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali siano effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese, era stato effettivamente introdotto, per i soggetti esercenti arti o professioni, dall’articolo 35, comma 12 del DL 223/2006 (cosiddetto Decreto Bersani).

Tale previsione è stata tuttavia abrogata dall’articolo 32 del DL 112/2008.

Attualmente, non vige, pertanto alcuna disposizione che imponga espressamente ai titolari di partita IVA di detenere un conto corrente.

Il medesimo Decreto Brsani, all’articolo 37, comma 49, ha tuttavia stabilito l’obbligo, per gli stessi titolari di partita IVA, di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali mediante modalità di pagamento telematiche.

Ciò può implicare, indirettamente, la necessità di detenere un conto corrente, dal momento che i soggetti che eseguono versamenti tramite i servizi telematici ...
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