SAN MARINO E LA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO Siamo sulla strada giusta ... forse! (Articolo di marcello.dipaolo@bancaditalia.it)
I rapporti finanziari tra San Marino ed il resto del mondo sono da sempre stati considerati problematici e meritevoli di attenzione da parte di chi, in ogni Stato e ancor di più in Italia, hanno competenza in materia di controllo dei movimenti transnazionali di capitale, avuto presente che la tendenza ad effettuare arbitraggi tra Paesi e sistemi diversi al fine unico di conseguire guadagni fiscali, è in continua crescita e si coniuga con la crescente globalizzazione della finanza.
La legislazione in materia bancaria e di investimenti esteri di San Marino è notoriamente permissiva ed anzi il riserbo in materia fiscale è finanche tutelato da normativa penale. Le autorità del piccolo Stato hanno sempre favorito gli investimenti finanziari addivenendo nel 2005 all’adozione di una legislazione sul trust sul modello inglese (cfr. nota del 21 febbraio 2005 allegata).
In considerazione dei progressi mondiali in ambito GAFI delle normative antiriciclaggio, anche il piccolo stato del Titano doveva pur addivenire a normative più in armonia con quelle italiane e con quelle dei principali Paesi industrializzati.
E infatti la piccola repubblica ha approvato in giugno una nuova normativa antiriciclaggio (legge 92/08) che è entrata in vigore nello scorso settembre, pur senza superare l’esame della Commissione Europea nel dicembre 2008 come dirò meglio in seguito.
Certo è che, ancora questa estate, un provvedimento del MEF - dando attuazione ad una decisione della Commissione Europea che non aveva considerato la legislazione in materia di antiriciclaggio della repubblica di San Marino equivalente a quella vigente negli altri stati dell’Unione Europea -, non ha inserito la repubblica di San Marino nell’elenco degli Stati extracomunitari con norme antiriciclaggio equivalenti (white list).
La normativa sammarinese antiriciclaggio è sostanzialmente una copia di quella di cui al dlgs 231/07, essendo stata emanata sulla scorta della terza direttiva ...
La legislazione in materia bancaria e di investimenti esteri di San Marino è notoriamente permissiva ed anzi il riserbo in materia fiscale è finanche tutelato da normativa penale. Le autorità del piccolo Stato hanno sempre favorito gli investimenti finanziari addivenendo nel 2005 all’adozione di una legislazione sul trust sul modello inglese (cfr. nota del 21 febbraio 2005 allegata).
In considerazione dei progressi mondiali in ambito GAFI delle normative antiriciclaggio, anche il piccolo stato del Titano doveva pur addivenire a normative più in armonia con quelle italiane e con quelle dei principali Paesi industrializzati.
E infatti la piccola repubblica ha approvato in giugno una nuova normativa antiriciclaggio (legge 92/08) che è entrata in vigore nello scorso settembre, pur senza superare l’esame della Commissione Europea nel dicembre 2008 come dirò meglio in seguito.
Certo è che, ancora questa estate, un provvedimento del MEF - dando attuazione ad una decisione della Commissione Europea che non aveva considerato la legislazione in materia di antiriciclaggio della repubblica di San Marino equivalente a quella vigente negli altri stati dell’Unione Europea -, non ha inserito la repubblica di San Marino nell’elenco degli Stati extracomunitari con norme antiriciclaggio equivalenti (white list).
La normativa sammarinese antiriciclaggio è sostanzialmente una copia di quella di cui al dlgs 231/07, essendo stata emanata sulla scorta della terza direttiva ...

