LA CASSAZIONE CONFERMA: E’ RICICLAGGIO, ANCHE SENZA LA TRACCIABILITA’ DEI FLUSSI FINANZIARI Le condanne, in questo modo, forse aumenteranno
Una interessante e, credo anche rivoluzionaria, pronuncia della Suprema Corte di Cassazione[1] ha stabilito che il Riciclaggio di denaro sporco può sussistere anche se non viene provata la “tracciabilità dei flussi finanziari” che lo hanno caratterizzato, anche a cominciare dal reato presupposto.
L’intervento è scaturito in conseguenza del ricorso della pubblica accusa avverso al provvedimento del Tribunale di Roma che aveva disposto la scarcerazione di un direttore di filiale di un importante Istituto di credito imputato di riciclaggio, per aver consentito una serie di operazioni finanziarie afferenti a soggetti che, secondo l’accusa, appartenevano ad un’associazione mafiosa.
Secondo le conclusione del Tribunale, smentito dall’alta Corte, il riciclaggio non può avere una provenienza generica delle risorse finanziarie, ma una condotta ed un percorso definito e ben delineato, anche se realizzato in ossequio ad un programma criminale.
Secondo la Cassazione invece, allo stato, il delitto di riciclaggio, disciplinato dall’articolo 648 bis del Codice penale è chiaramente svincolato dalla tassativa descrizione dei reati presupposto (tassatività esistente prima della legge 328/1993[2]), essendo esteso a tutte le fattispecie delittuose contemplate dallo stesso codice e che vanno dai reati contro la Pubblica Amministrazione ai reati fallimentari, da ...

