I CONTI BANCARI DI SOGGETI TERZI POSSONO GIUSTIFICARE L'ACCERTAMENTO INDUTTIVO Se trattasi di congiunti o soci dell'amministratore e, mancando la prova contraria
A fronte di ricavi dichiarati "... a dir poco risibili...", si legge nella massima della Cassazione, il Ricorso del fisco è giustificato. A mente dell'articolo 37 del DPR 600/73, in sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi con metodo induttivo e sintetico, le indagini bancarie estese ai congiunti del contribuente persona fisica ovvero a quelli degli amministratori della società contribuente devono ritenersi legittime essendo il rapporto familiare sufficiente a dimostrare, salvo prova ontraria, la riferibilità al contribuente accertato delle operazioni riscontrate sui conti bancari di soggetti terzi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 1452 del 21 gennaio 2009, ha accolto il ricorso del fisco ribaltando la decisione di merito.

