PARADISI FISCALI DI CASA NOSTRA Tra evasione e frode fiscale
Tutti i Paesi evoluti, da tempo, hanno sollevato il velo che ancora avvolge i grandi patrimoni mobiliari gelosamente custoditi in forzieri bancari di mezza Europa e non solo.
E’ stato e rimane un tema scottante permanentemente attuale.
Nella stessa Unione Europea, peraltro socio fondatore del Gafi[1], vi sono Paesi come il Belgio, il Lussemburgo e l’Austria che hanno derogato al principio dello scambio di informazioni fra Stati, codificato dalla Direttiva sul risparmio del 2003 come norma di carattere generale.
Forse anche per la grave crisi finanziaria in atto, accompagnata dai diversi contenziosi scoppiati nel recente periodo – pensiamo a quello fra le Autorità USA e l’Unione delle banche svizzere a proposito della scoperta di numerosi evasori fiscali statunitensi in territorio elvetico.
Il pressing della Comunità internazionale verso i tanti Paesi a fiscalità privilegiata si fa sempre più serrato, con il fine ultimo di ammorbidire il loro atteggiamento in materia di “segreto bancario” ed assicurare una migliore collaborazione internazionale nell’espletamento delle indagini penali originate da qualsivoglia condotta ...

