IL RICICLAGGIO DEL SOCIO DI MAGGIORANZA Risorse di provenienza illecita gestite da società estranea al reato presupposto
Con la sentenza numero 6561 del 16 febbraio 2009[1], la Suprema Corte di Cassazione ha legittimato il sequestro delle quote di una società di capitali di Reggio Calabria accusata di riciclaggio.
Rigettate le eccezioni della difesa, basate sul fatto che la società era partecipata a maggioranza dallo stesso autore del reato presupposto – peraltro accusato per una serie di gravi reati, attesa l’assenza del soggetto terzo.
Il ragionamento seguito dai giudici della Cassazione è stato quello di considerare soggetto terzo e quindi prestanome la persona giuridica appositamente costituita per favorire e concretizzare il delitto di riciclaggio, a nulla valendo che il socio di maggioranza fosse lo stesso autore del reato presupposto. La Corte infatti, ha sostenuto che già il solo spostamento della titolarità del denaro ...

