Falcone consunting SRL

“LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE E TUTELA DELLA SALUTE, DELLA SICUREZZA, DELLA LIBERTA’ ECONOMICA E DI IMPRESA.”


Premessa

Gli obiettivi di questo progetto possono sintetizzarsi nella esigenza di migliorare l’interesse Istituzionale a fronteggiare il grave fenomeno criminale della contraffazione, attraverso una specifica e più attenta formazione degli Operatori di polizia giudiziaria, oltre ad una generalizzata sensibilizzazione del consumatore sui rischi connessi.

Infatti, anche attraverso le scuole, sarà avviata una intensa opera di sensibilizzazione del consumatore in genere sugli enormi rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini provocati dalla “Contraffazione” di prodotti alimentari, medicinali, cosmesi, giocattoli e altro ancora.

La “Contraffazione” è un fenomeno antichissimo, laddove basti pensare che alcuni scritti latini riferiscono che venivano falsificati i sigilli che attestavano l’autenticità di alcuni tipi di vino.


Forse è da qui che deriva l’aneddoto del testamento orale di quel genitore in punto di morte  .

Per “Contraffazione” dobbiamo intendere una alterazione e mistificazione della realtà, ovvero una falsificazione di un marchio di qualità, una imitazione di prodotti di minor valore spacciandoli per genuini.

Non c’è paese al mondo che non sia interessato dal fenomeno de qua. Ormai si falsifica di tutto: dai prosciutti di Parma ai contraccettivi, dal parmigiano reggiano ai medicinali, dai ricambi auto ai farinacei (pasta, pane etc.), dai giocattoli agli elettrodomestici.
Ormai l’intera economia è sommersa dai falsi. La nostra Istituzione, compresa l’Unione europea, è costretta a correre ai ripari, cercando di contrastare in ogni modo questa forma di diffusa illegalità.

Il nostro Paese, risulta interessato nella sua globalità: dai quartieri spagnoli del napoletano all’interland milanese,  dalla provincia di Prato all’ara pugliese o palermitana.

L’Italia è terza nel mondo come produttore di falsi e prima in  Europa per il consumo.

L’origine della merce contraffatta – soprattutto giocattoli e medicinali – sembra di provenienza asiatica, prevalentemente cinese ed entrano nella Unione europea sia attraverso i valichi doganali (contrabbando intraispettivo) – attraverso false dichiarazioni doganali  - sia fuori dai varchi doganali (contrabbando extraispettivo).


Conoscenza del fenomeno – effetti sull’economia

Gli effetti sulla economia sono molteplici e tutti particolarmente nefasti, quali:

• Economici, per un evidente calo di fatturato delle aziende, una significativa riduzione dell’occupazione regolare, della ricerca  e degli investimenti;
• Finanziari, per una drastica riduzione delle entrate fiscali a tutto danno della collettività;
• Sicurezza, per una chiara incidenza di mortalità sulla infortunistica stradale e trasporti in genere volta a influenzare la sicurezza dei cittadini;
• Alimentare, laddove si possono arrecare danni irreversibili alla salute dei cittadini spesso anche mortali  . Pensiamo quindi alla contraffazione degli alimenti, dei medicinali, cosmetici, prodotti per la persona etc..
• Fede pubblica, perché trattasi anche di reato che lede la “fede pubblica” che il cittadino ripone nei marchi distintivi o proprietà industriali quale indicazione di qualità e che a sua volta tutelano il c.d. Diritto d’autore, se parliamo di opere dell’ingegno. Infatti, il trasgressore risponderà oltre alle violazioni afferenti alla contraffazione – ex art. 473 cp – anche della ipotesi connessa alla Frode in commercio – ex art. 516 e seguenti cp..
• Aspetto sociale, che causa lo sfruttamento della mano d’opera e la criminalità collegata. A questo proposito voglio ricordare il fenomeno altrettanto grave dello sfruttamento improprio del “Made in Italy” ad opera di normali operatori economici. Parlo del c.d. Made in Italy importato.
Il nostro bravo operatore economico, connazionale, delocalizza la produzione del noto marchio in Paesi esteri aumentando i profitti in termini esponenziali e apponendo all’atto della immissione sul mercato il marchio finale del “Made in Italy”. Trattasi di una operazione vietata e punita dalla legge.

La delocalizzazione della produzione, se è vero che non toglie niente alla qualità e bontà del prodotto costituisce una inaccettabile speculazione alle regole del mercato e diventa concorrenza sleale all’analogo imprenditore che producendo in Italia deve pagare le tasse, deve osservare la normativa sulla sicurezza e sulla mano d’opera, cosa che non sempre avviene in altri Paesi e soprattutto in quello che lo stesso ha deciso di delocalizzare.

Definizione sociale del falso

Sulla base della comune esperienza maturata, possiamo dire che il fenomeno del “Falso” è percepito in modo variegato, come:
1. Falso per vero: è il tipico falso che prevede la frode all’utente, giocando sulla condizione di inconsapevolezza del consumatore riguardo alla falsità del prodotto che egli crede di acquistare per vero;
2. Falso quasi vero – inconsapevole: in questo caso viene fatto credere all’utente che si tratta di prodotto che – sia pure originale – presenta dei difetti di fabbricazione che comunque non si notano particolarmente (merce fallata, partita invenduta etc.). Anche in questo caso si è in presenza della più assoluta inconsapevolezza dell’utente rispetto alla vera natura del prodotto;
3. Falso quasi vero- consapevole: L’utente sa bene di acquistare un prodotto falso, ma spesso gli viene detto che sta acquistando un prodotto identico all’originale, ovvero prodotto dagli stessi artigiani e produttori;
4. Falso per falso: l’utente consumatore si trova in questo caso in una condizione di piena consapevolezza dell’acquisto di un prodotto assolutamente falso.

Cosa orienta l’industria del falso?

L’industria della contraffazione in Italia è diffusa in tutto il territorio, con punte particolarmente elevate in Campania (abbigliamento, componentistica, beni di largo consumo), Toscana, Lazio e Marche (pelletteria), Nord oveste e Nord est (componentistica e orologeria).

Sul falso incrociano motivazioni contrastanti.

Secondo uno studio della Demoskopea   chi acquista oggetti di lusso falsi lo fa per divertimento, per gioco o per convenienza e anche per dichiarare guerra alle grandi marche.

Nella ricerca del “Falso”, le ragioni principali credo che siano sostanzialmente di natura economica.

Al riguardo, a mero titolo di esempio, possiamo chiederci cosa induce una persona ad acquistare una borsa “Burberry falsa”  piuttosto che, a parità di prezzo, una borsa senza marca ma di buona qualità?

Riuscire a dare una risposta ad una domanda del genere serve a comprendere il fenomeno, laddove vediamo un aumento dei laboratori dediti a produrre falsi in risposta ad una domanda crescente che giunge dal mercato di griffe, di marche e di firme.

La contraffazione – rilevanza penale

Per contraffazione di marchio o di segno distintivo si intende la creazione di un nuovo contrassegno avente il medesimo significato esteriore e rappresentativo del marchio originale registrato.

La condotta penalmente rilevante dovrà essere direttamente riferita al segno coperto dal diritto all’esclusivo.

“”La contraffazione del marchio non sussiste nel caso in cui il modello di confezionamento del bene detenuto abbia uno stile simile a quello di un prodotto con marchio protetto, non essendo preclusa la imitazione ove questa sia attuata senza plagio di marchi o segni distintivi protetti (nella specie, la detenzione riguardava borse confezionate con uno stile simile a quello ...
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