ALLARME CORRUZIONE Raccomandazioni dell’Unione Europea
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Quando si accorciano i termini di prescrizione, si promuove l’indulto, si approvano ripetuti condoni tributari, edilizi e si reiterano all’infinito scudi fiscali, dove sta la sorpresa?
Il livello di corruzione nella Pubblica amministrazione sembra aver raggiunto livelli inaccettabili per un Paese civile. Questo è stato il grido di allarme lanciato dall’Unione Europea attraverso la Commissione “GRECO”, emanando ben 22 Raccomandazioni per farvi fronte[1].
La Pubblica amministrazione è stata e, ahimè ancora oggi rimane un carrozzone che spesso, non solo è inutile, nel senso che non risponde agli obblighi istituzionali ma addirittura dannosa e di intralcio all’economia e alla vita dei cittadini, significando che se non ci fosse, staremmo tutti molto meglio.
Nei miei circa trenta anni di appartenenza alla Guardia di finanza ricordo casi di “colleghi” che se la mattina rimanevano a casa – ricevendo comunque lo stipendio – l’Amministrazione ci guadagnava.
Ancora oggi, mi capita di assistere a:
· Contestazioni anacronistiche che, senza “capo ne coda” vengono notificate al povero contribuente con l’unico intento di provocare disagio e burocrazia inutile. In questi casi, il cittadino, se non muore di crepacuore, rivolgendosi all’avvocato e dopo una lunga sequela amministrativa o giudiziaria risolve l’arcano. Intanto, nella Pubblica amministrazione, per queste “sviste”, non paga nessuno;
· Il funzionario pubblico che, dall’alto della sua spesso presunta professionalità e sicura arroganza, anche in presenza di situazioni inedite o comunque complesse, senza porre alcun quesito alla sua Direzione generale, “decide” (naturalmente sbagliando), rigettando una legittima richiesta del comune cittadino.
Dopo cinque lunghi anni, lo stesso cittadino, dopo un defatigante iter giudiziario, riuscirà a provare il proprio diritto. Nel frattempo, lo stesso lungimirante dipendente pubblico è stato trasferito ad altro prestigioso incarico.
“Pantalone”, paga.
Mattinata, 19 ottobre 2009
[1] Ecco le 22 raccomandazioni rivolte all'Italia dal Consiglio d'Europa per combattere la corruzione, nel primo rapporto elaborato dal GRECO, il gruppo di 47 paesi impegnati su questo fronte.
1) Servizio anticorruzioneIl Servizio Anticorruzione e Trasparenza o un’altra entità competente, deve elaborare, con l’ausilio della società civile, una strategia per combattere la corruzione che preveda la prevenzione, l’individuazione dei casi di corruzione oltre che indagini e azioni giudiziarie. Tale entità deve anche prevedere a monitorare e valutare l’efficacia delle misure messe in atto.
2) Rivedere le leggi attuali e futureLe autorità italiane devono accertarsi che le leggi in vigore e quelle future, che devono assicurare che la giurisprudenza italiana sia in linea con i requisiti della Convenzione penale sulla corruzione, siano riviste al fine di assicurare una loro facile applicazione da parte della magistratura e degli avvocati.
3) Formazione specifica per le forze dell'ordine Istituire un corso specializzato per le forze dell’ordine su come investigare i casi di corruzione e i crimini finanziari connessi.
4) Coordinamento tra le forze dell'ordine Accrescere il coordinamento e lo scambio di conoscenze tra le diverse forze dell’ordine, considerando la possibilità di istituire un meccanismo di supporto orizzontale che assista le forze dell’ordine durante le indagini sui casi di corruzione.
5) Tempi ragionevoli per i processi per corruzione Al fine di garantire che i casi di corruzione vengano decisi sul merito entro un tempo ragionevole, le autorità devono effettuare uno studio dei processi inerenti i casi di corruzione che finiscono per decorrenza dei termini per stabilire la portata e la natura dei problemi che potrebbero emergere, risolverli entro un tempo che dovrà essere stabilito e rendere pubblici i risultati di questo processo.
6) Il Lodo Alfano non ostacoli i processi Assicurare che il Lodo Alfano non costituisca un ostacolo all’effettiva azione legale in caso di corruzione, cancellando l’immunità per seri crimini di corruzione, in caso di flagranza di reato o quando i processi hanno già raggiunto uno stadio avanzato.
7) Confisca in rem Considerare l’introduzione della confisca in rem.
8) Strumenti di valutazione dei risultati Adottare strumenti appropriati che consentano di valutare l’efficacia nella pratica delle attività svolte dalle forze dell’ordine soprattutto per quanto concerne l’applicazione di misure preventive e conseguenti ordini di confisca.
9) Denunciare le transazioni sospette Enfatizzare con gli organi competenti l’importanza di denunciare le transazioni sospette, introducendo sanzioni per le omissioni o i ritardi
10) Risorse dedicate Il governo italiano deve dare al Servizio Anticorruzione e Trasparenza o un altro ente l’autorità e le risorse per valutare sistematicamente l’efficacia del sistema amministrativo designato ad aiutare la prevenzione e l’individuazione della corruzione. Le valutazioni vanno rese pubbliche e devono servire a introdurre eventuali modifiche atte a migliorare il sistema.
11) Accesso alle informazioni degli enti locali Il Governo deve valutare come le amministrazioni locali stanno applicando l’articolo 10 della legge 267/2000 (diritto di accesso e di informazione) e prendere le necessarie misure affinché le autorità locali rispettino quanto previsto da questa legge. Il governo deve inoltre valutare la legge al fine di stabilire se il requisito della motivazione (per cui si vuole acquisire un dato atto o documento) stia impropriamente limitando l’abilità di giudicare le amministrazioni dei cittadini. Inoltre in modo da evitare un appello ai tribunali amministrativi congestionati da cause pendenti dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di dare alla Commissione per l’accesso all’informazione l’autorità di ordinare all’autorità locale di fornire le informazioni richieste.
12) Studiare alternative al processo Per far fronte alla lunghezza dei processi e agli arretrati dei tribunali amministrativi le autorità dovrebbero considerare l’opportunità di istituire formalmente alternative al processo.
13) Audit interno della P.a. Nella riforma complessiva della pubblica amministrazione si deve garantire che le diverse componenti della stessa abbiano accesso a servizi di audit interno.
14) Fissare standard etici Le autorità devono provvedere a fissare standard etici coerenti e che devono essere fatti rispettare per tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione, compresi manager e consulenti, a tutti i livelli. Devono essere intraprese azioni al fine di garantire un sistema disciplinare celere in caso di violazione degli standard anche senza una condanna penale.
15) Un codice di condotta anche per i ministri Il governo dovrebbe annunciare pubblicamente l’introduzione di un codice di condotta che contenga anche sanzioni in caso di violazione per i membri del governo stesso; tale codice dovrebbe contenere restrizioni ragionevoli sulla possibilità di accettare doni.
16) Definire uno standard sul conflitto di interessi Le autorità devono definire chiaramente uno standard sul conflitto di interessi per tutti coloro che ricoprono funzioni nella pubblica amministrazione, compresi manager e consulenti, a tutti i livelli. Per coloro che dentro la pubblica amministrazione sono più a rischio di avere un conflitto di interessi va inoltre adottato un sistema che renda pubblica la loro posizione finanziaria, al fine di prevenire e individuare i potenziali conflitti di interesse.
17) Restrizioni sul conflitto di interessi Le autorità devono adottare e implementare appropriate restrizioni concernenti il conflitto di interessi che può verificarsi con il passaggio dal pubblico al privato, o viceversa, di coloro che svolgono funzioni esecutive nella pubblica amministrazione.
18) Protezione per chi denuncia Il governo deve creare un adeguato sistema di protezione per coloro che in buona fede denunciano quelli che ritengono casi di corruzione all’interno della pubblica amministrazione.
19) Estensione al settore privato Il governo deve estendere la responsabilità amministrativa (corporate liability) ai casi di corruzione nel settore privato.
20) Interdizione dalle cariche sociali Le autorità italiane devono considerare la possibilità di stabilire un divieto a ricoprire cariche esecutive nelle società (legal persons) per chi sia stato condannato per gravi reati di corruzione anche se il reato non è stato commesso in connessione con un abuso di potere o in violazione dei doveri legati a una data funzione.
21) Chiarezza dei bilanci sulle sanzioni Il governo deve rivedere e rafforzare i requisiti di resoconto dei bilanci per tutte le società, quotate e non, per assicurare che le sanzioni siano effettive, proporzionate e dissuasive.
22) Agevolare la denuncia di casi sospetti Il governo deve studiare, consultando le associazioni dei commercialisti, revisori dei conti e avvocati, quali misure, incluse quelle di natura legale, debbano essere prese per agevolare la denuncia di sospetti casi di corruzione e riciclaggio di denaro alle autorità competenti.

