Falcone consunting SRL
Stretta sulla sicurezza dei lavoratori. Dev’essere tutelato anche lo sforzo “non eccezionale” che ha provocato l’infortunio o, nei casi peggiori, la morte del dipendente. Ciò anche se, ha ribadito la Corte di cassazione con la sentenza n. 27831 del 30 dicembre 2009, la patologia o la morte si sono verificati a giorni di distanza. “Costituisce insegnamento di questa Suprema Corte che la causa violenta richiesta dall'art. 2 del DPR n. 1124 del 1965 per l'indennizzabilità dell'infortunio, che agisce dall'esterno verso l'interno dell'organismo del lavoratore, è ravvisabile anche in uno sforzo fisico che non esuli dalle condizioni tipiche del lavoro cui l'infortunato sia addetto, purchè lo sforzo stesso, ancorchè non straordinario o eccezionale, sia diretto a vincere dinamicamente una resistenza, ossia una forza antagonista, peculiare della prestazione di lavoro o del suo ambiente, e abbia determinato, con azione rapida...
Inserito da Giovannifalcone il 2010-01-05 17:14:110 commenti continua »»
Lavoratori più tutelati sulle mansioni svolte in azienda. Gli vanno infatti riconosciute quelle superiori, di fatto svolte, anche quando l’impresa ha conferito formalmente quell’incarico a un quadro. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 27825 del 30 dicembre 2009, ha respinto il ricorso delle Poste. “Al fine di escludere il diritto del dipendente alla superiore qualifica – si legge in sentenza - per effetto dei contenuti professionali delle mansioni svolte per il periodo di tempo minimo previsto dalla normativa, non è sufficiente che il datore di lavoro, nell'esercizio del suo potere organizzativo, conferisca ad altri dipendenti la titolarità formale delle mansioni stesse, ovvero degli elementi più qualificanti delle stesse (nella specie, la responsabilità di un reparto qualificato come unitario)”. Fonte: www.cassazione.net...
Inserito da Giovannifalcone il 2010-01-05 17:13:140 commenti continua »»
Spetta all’autorità giudiziaria ordinaria decidere sulle liti nate fra l’ente e l’impresa aggiudicataria della gara per il rifiuto opposto dalla prima di subappaltare le attività. Lo ha sancito il Tar del Lazio che, con la sentenza n. 24 del 4 gennaio 2010, ha respinto il ricorso di una società vincitrice di un appalto che chiedeva l’autorizzazione della stazione appaltante al subappalto. Ciò perché, hanno motivato i giudici romani, “per pacifica opinione giurisprudenziale, le disposizioni recanti devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo di tutte le controversie relative alle procedure di affidamento di appalti pubblici riguardano il solo segmento pubblicistico dell’appalto, inclusi i provvedimenti di non ammissione alla gara o di esclusione dei concorrenti, e non anche la fase concernente l’esecuzione del rapporto, ove resta operante la competenza giurisdizionale del giudice ordinar...
Inserito da Giovannifalcone il 2010-01-05 17:11:340 commenti continua »»
Un solo affare fra due contribuenti non può essere bollato dal fisco come società di fatto. È quanto si evince dalla sentenza n. 27564 depositata dalla Corte di cassazione lo scorso 29 dicembre. In particolare la sezione tributaria ha respinto il ricorso dell’amministrazione finanziaria condividendo le motivazioni della commissione regionale di Cagliari che aveva escluso la ripartizione di utili e l’esistenza della società di fatto fra due contribuenti, uno dei quali dipendente pubblico a tempo pieno, che si erano accordati soltanto per la costruzione di un fabbricato, senza adottare “uno schema tipico societario”. Fonte: www.cassazione.net...
Inserito da Giovannifalcone il 2010-01-05 17:09:500 commenti continua »»
Nulla la sentenza emessa dopo un giudizio abbreviato non condizionato se il difensore, che aveva invece chiesto il rito sommario condizionato a una testimonianza, non era munito in aula della necessaria procura speciale. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 48556 (destinata al servizio novità della Suprema corte), ha annullato le pronunce di primo e secondo grado emesse rispettivamente dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Trieste che avevano deciso con rito abbreviato non condizionato, data l’assenza della testimone chiave, nonostante la difesa avesse fatto istanza per il rito sommario condizionato. “In altri termini – si legge in sentenza – ammesso per astratta ipotesi che la presenza silente del difensore potesse considerarsi acquiescenza al rito e quindi idonea a sanare la nullità ex art. 183 c.p.p., non vi è dubbio che l’eventuale acquiescenza non possa che provenire solamente dal soggetto titolare...
Inserito da Giovannifalcone il 2010-01-05 17:08:230 commenti continua »»
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