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Sono una pensionata di 85 anni. Godo di una pensione INPDAP, che mi viene accreditata sul conto corrente bancario.
Non ho parenti con me. Mi assiste una badante. Non sono in grado di andare personalmente in banca per prelevare quanto mi necessita per la spesa ed i pagamenti del mese. Il 16 del mese scorso ho emesso un assegno di 2.000 euro e la banca si è rifiutata di pagare l’importo in quanto superiore a 1.000 euro. E’ corretto il comportamento della banca?
RISPOSTA
La normativa antiriciclaggio non impone alcun limite quantitativo all’emissione di assegni bancari, postale o circolari.
L’unica restrizione prevista dall’articolo 49 del Dlgs 231/07, così come recentemente modificato dal DL 201/2011, relativamente ad assegni emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro, consiste nell’obbligo di recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di “Non trasferibilit&a...
| Inserito da Giovannifalcone il 2012-01-27 10:39:43 | 0 commenti | continua »» |
Un iscritto all’Albo dei dottori commercialisti deve procedere alla identificazione del cliente e a ulteriori adempimenti ai fini della disciplina antiriciclaggio nei casi di predisposizione e trasmissione della pratica di inizio, variazione o cessazione attività di ditta individuale o società con ComUnica o Entratel senza aver prestato (nell’ipotesi di inizio attività) alcuna consulenza propedeutica all’operazione e senza essere incaricati della successiva tenuta della contabilità e di conferimento dell’incarico di amministrazione di un immobile condominiale?
RISPOSTA
I professionisti indicati nell’articolo 12 del Dlgs 231/07, tra cui rientrano i soggetti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti, sono sottoposti, ai sensi dell’articolo 16 del medesimo decreto, agli obblighi di Adeguata verifica della clientela ogni qualvolta:
a. La prestazione professionale abbia ad oggetto mezzi di pagamento, beni o u...
| Inserito da Giovannifalcone il 2012-01-26 16:23:14 | 0 commenti | continua »» |
Devo pagare la fattura di un fornitore che ammonta a complessivi 2.700 euro. In fattura sono indicati i seguenti termini di pagamento: 900 euro da pagare entro trenta giorni, 900 euro da pagare entro 60 giorni e 900 euro da pagare entro 90 giorni.
Posso pagare in contanti a tutte e tre le scadenze (considerando anche il fatto ch’l’importo delle singole rate è inferiore a 1.000 euro e che le stesse risultano indicate in fattura?)
RISPOSTA
Il comportamento descritto dal quesito è corretto e non viola quanto previsto dall’articolo 49, comma 1 del D.lgs n.231/2007. Il chiarimento è stato fornito dall’Ufficio Italiano Cambi le cui funzioni oggi sono svolte dall’Uif.
Secondo tale chiarimento il pagamento di una fattura rateale non costituisce violazione in quanto la pluralità di pagamenti a scadenze prefissate è frutto di un’ordinaria dilazione di pagamenti. Inoltre la regolarità è dovuta anche al...
| Inserito da Giovannifalcone il 2012-01-26 16:22:10 | 0 commenti | continua »» |
L’amministratore si rifiuta di rilasciare la copia del conto condominiale, importante documento di riscontro del suo pasticciato rendiconto.
Atteso che gli altri condomini non sembrano molto interessati alle necessarie verifiche, neanche in questi tempi bui di crisi;
considerato che il Ddl sulla nuova legislazione condominiale giace ancora nei cassetti del Parlamento, quali sono, oggi, le procedure legali per venire in possesso dell’estratto conto bancario ed esercitare il proprio diritto di sapere come vengono spesi i soldi?
RISPOSTA
Nel caso in cui l’amministratore rifiuti di produrre l’estratto conto bancario condominiale, i condomini possono agire giudizialmente nei suoi confronti, per far valere il loro diritto di accesso alla contabilità condominiale. E’ peraltro dubbio se il provvedimento giudiziale possa essere richiesto anche con la procedura di urgenza, di cui all’art.700 del Codice di procedura civile.
Si tenga presente che, se...
| Inserito da Giovannifalcone il 2012-01-26 15:47:57 | 0 commenti | continua »» |
Decreto Legge sulle Liberalizzazioni – Decreto cresci Italia Nel Consiglio dei Ministri di ieri, 20 gennaio, il Governo Monti ha approvato il testo del decreto sulle liberalizzazioni, cui è stato dato il nome di "Decreto cresci Italia".
Il provvedimento, emanato sotto forma di decreto legge, contiene un pacchetto di riforme strutturali per la crescita.
Le riforme, si legge nel comunicato stampa del Governo, rientrano nel processo di rimozione di due grandi vincoli che hanno compresso per decenni il potenziale di crescita dell’Italia: l’insufficiente concorrenza dei mercati e l’inadeguatezza delle infrastrutture.
Di seguito si riporta il testo per esteso del Decreto cresci Italia.
TITOLO ICONCORRENZA
CAPO INORME GENERALI SULLE LIBERALIZZAZIONI
Art. 1(Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese)
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3 del decreto legge 13 agosto 2011, n...
| Inserito da Giovannifalcone il 2012-01-26 11:17:23 | 0 commenti | continua »» |

