Stretta della Cassazione contro chi guida sotto l’effetto del fumo. La responsabilità penale scatta sulla parola degli agenti circa gli occhi lucidi e rossi e sulle successive analisi biologiche senza che sia necessaria una visita medica che accerti, il giorno dell’infrazione, lo stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di cannabinoidi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 48004 del 16 dicembre 2009, ha annullato l’assoluzione decisa dal giudice di pace
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