Serriamo i ranghi. Così gli antagonisti si preparano alle piazze dopo il nuovo dl sicurezza
I fatti di Torino del 31 gennaio hanno inevitabilmente contribuito ad accelerare l’approvazione del nuovo pacchetto Sicurezza, che al suo interno prevede anche il cosiddetto “scudo penale” per le forze dell’ordine nello svolgimento del proprio servizio. Una soluzione fortemente voluta dal centrodestra per superare le storture burocratiche che troppe volte hanno dato la percezione di punire, anziché premiare, gli agenti che nell’esercizio del proprio dovere si sono ritrovati coinvolti in situazioni complicate come iscrizioni nel registro degli indagati che, nella maggior parte dei casi, si sono concluse con una archiviazione.
È l’ennesimo invito all’azione e alla protesta, questo, dicono, “è il momento di marciare compatti e serrare i ranghi. La forza della classe operaia può fermare la deriva reazionaria a cui stiamo assistendo in Italia”. Quel che è grave, però, non è che gli antagonisti usino queste argomentazioni, perché sono prevedibili, ma che le usino anche dalle opposizioni istituzionali, anche se in forma meno aggressiva o fallace, soprattutto nella misura in cui il Dl Sicurezza viene utilizzato per far propaganda lasciando intendere che chiunque possa essere sottoposto a fermo, quando la realtà, invece, è molto diversa. Ora si attende che nelle prossime ore e domani ci siano le nuove manifestazioni perché, come annunciato, sono state chiamate anche contro questo nuovo decreto.







Bravi ragazzi incappucciati!
Chi si presenta ad una maanifestazione pubblica, tutto vestito di nero, incappucciato, irroconoscibile, come un fantasma, ha certamente brutte intenzioni e non vuole farsi riconoscere da nessuno – a cominciare dalle telecamere -per non assumersi le responsabilità delle proprie azioni e di tutti i danni che andrà a provocare (assalto poliziotti, vetrine sfasciate, camionette incendiate e altro ancora).
Detto questo, grazie ad una legge di oltre mezzo secolo addietro e senza aspettare quest’ultimo decreto sicurezza, legge n.152 del 1975, procediamo ad un bel fermo identificativo, gli diamo un bel Daspo a tempo indeterminato e andiamo subito a fare una perquisizione domiciliare presso il civico di rsidenza, anche per coinvolgere i genitori del “bravo ragazzo incappucciato”.