Lotta al riciclaggio, a Brescia individuate oltre 500 operazioni illecite per un milione di euro
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, a seguito di attività info-investigative mirate, hanno concluso due importanti operazioni atte ad intercettare fondi di origine illecita in grado di inquinare l’economia legale. In un primo contesto, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia hanno concluso un controllo ispettivo nei confronti di un operatore attivo nel settore dei servizi di pagamento (cc.dd. money transfer) che avrebbe effettuato trasferimenti di denaro fuori dall’ordinario circuito bancario. L’intervento ha consentito di valorizzare gli esiti dello scambio informativo con l’O.A.M. – Organismo Agenti e Mediatori, individuando una sistematica condotta dell’operatore economico che avrebbe aggirato i presidi di legge previsti per il trasferimento di denaro contante.
L’attività illecita sarebbe stata condotta attraverso la tecnica del cosiddetto “smurfing” (frazionamento), che l’agente controllato ha operato attraverso plurimi trasferimenti di fondi suddividendoli in più operazioni sotto-soglia e avvalendosi di diversi canali finanziari, al fine di eludere i controlli e le limitazioni previste dall’art. 49 comma 2 d.lgs. 231/2007 che impongono trasferimenti effettuati tramite agenzie, entro il limite massimo di 1.000 euro. Complessivamente, sono state ricostruite oltre 500 operazioni sospette anomale, veicolate attraverso diversi istituti di pagamento, per un valore totale di circa 1.000.000 di euro e destinate principalmente verso paesi asiatici.
Nella medesima attività, i finanzieri hanno altresì accertato reiterate carenze nelle procedure di “adeguata verifica della clientela”, in quanto l’agente ha ripetutamente omesso la corretta identificazione del titolare effettivo del trasferimento. Tale inosservanza comporta la contestazione di sanzioni amministrative fino a un massimo di 70 mila euro.






