Mafie, corruzione e responsabilità civica in Piemonte”, che offre un’analisi aggiornata sulla presenza della criminalità organizzata nella regione.
È stato pubblicato il nuovo report “Non è altrove. Mafie, corruzione e responsabilità civica in Piemonte”, che offre un’analisi aggiornata sulla presenza della criminalità organizzata nella regione.
Il documento evidenzia come il Piemonte non sia un territorio marginale, ma un contesto in cui le organizzazioni mafiose in particolare la ’ndrangheta risultano stabilmente radicate e integrate nel tessuto economico e sociale.
Negli anni, il fenomeno ha subito un’evoluzione significativa: meno violenza visibile, più capacità di infiltrazione nei circuiti economici, relazioni con imprenditoria e professionisti, e utilizzo di strumenti finanziari sempre più sofisticati.
Tra i dati principali:
▪️ oltre 29.000 reati spia registrati nel 2024
▪️ crescita significativa di estorsioni e riciclaggio
▪️ presenza strutturata di organizzazioni criminali sul territorio Focus: riciclaggio e finanza Particolarmente rilevante è la sezione dedicata al riciclaggio di denaro, che conferma un trend in crescita e una progressiva sofisticazione dei meccanismi utilizzati.
Nel 2025, in Piemonte, sono state registrate 8.871 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), in aumento del 10% rispetto all’anno precedente, con la provincia di Torino che concentra oltre la metà delle segnalazioni.
Il dato si inserisce in un quadro più ampio in cui il riciclaggio:
▪️ si integra sempre più nell’economia legale
▪️ utilizza strutture societarie opache e prestanome
▪️ si collega a fenomeni di corruzione e gestione degli appalti
▪️ si evolve attraverso strumenti digitali, incluse criptovalute e canali transnazionali
Parallelamente, si osserva un cambiamento qualitativo: il rischio non è più solo legato a soggetti criminali “esterni”, ma anche a dinamiche di collusione all’interno del sistema economico, in quella che viene definita “area grigia”.




