Richiesta Carta bancomat: Incubo Adeguata verifica!

Richiesta Carta bancomat: Incubo Adeguata verifica!

 

Stamattina, ho accompagnato un amico ormai disabile, ottantenne, ricoverato presso una Rsa presso una filiale di una delle principali banche italiane.
Vi assicuro un vero incubo, determinato dalla difficoltà di compilare il Questionario dell’Adeguata verifica.
Stiamo parlando di un cliente titolare di un rapporto continuativo da circa mezzo secolo, pensionato da 700 euro al mese, con accredito sullo stesso rapporto.
Una persona normale si chiede: A cosa serve l’Adeguata verifica per un cliente censito e conosciuto da cinquant’anni?
L’Addetta allo sportello mi dice che la società deputata all’emissione della carta elettronica (NumiaPay) non conosce il cliente e quindi bisogna fare tutto daccapo.
Io gli dico subito che è un’assurdità, posto che voi come Soggetto obbligato (come banca), lo conoscete bene e potete certificare e trasmettere voi ogni elemento di conoscenza.
Poi, aggiungo.
Dove sta l’Approccio basato sul rischio, di fronte ad un privato consumatore che sopravvive di pensione.
Quale riciclaggio si vuole scongiurare con la iperbolica cifra di 700 euro al mese?
Questo è il nostro antiririciclaggio, la nostra azione di contrasto al malaffare?
Dopo oltre tre ore di attesa, sto cercando le parole per descrivere questa mattinata, mentre ci affanniamo a diramare le nuove norme in vigore dal 1° luglio 2026.
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1 commento

  1. Per quel che serve aggiungo che esiste da tempo una legge (Diritti del contribuente), riguardante i rapporti con la Pubblica amministrazione – ex legge 212/2000 – che la cito solo “mutatis mutandis” per dire che un cittadino non si deve vessare. Infatti il comma 4) dell’articolo 6 della citata legge, stabilisce: “4. Al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria o di altre amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi dell’articolo 18, commi 2 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, relativi ai casi di accertamento d’ufficio di fatti, stati e qualità del soggetto interessato dalla azione amministrativa.”.

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