Documenti identità e verifica digitale!
I deepfake ora possono superare i controlli di liveness, le identità sintetiche superano la cattura dei documenti e il costo medio di un’identità falsa sul dark web è inferiore a 15 dollari, eppure la maggior parte delle istituzioni finanziarie continua a verificare i clienti come faceva nel 2015.
Ogni volta che apriamo un conto bancario, abboniamo un prodotto di investimento, attiviamo un servizio di pagamento o accediamo a una piattaforma regolamentata, il processo è essenzialmente lo stesso: documento d’identità, selfie, verifica dei dati e controlli di conformità.
Questo modello ha supportato la digitalizzazione dei servizi negli ultimi anni, ma ora si trova ad affrontare nuove sfide.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha reso sempre più facile creare documenti falsi, identità sintetiche e deepfake in grado di mettere sotto pressione i tradizionali sistemi di verifica dell’identità.
Per questo motivo, la questione non è più solo come verificare un documento, ma come verificare in modo affidabile l’identità della persona che richiede l’accesso a un servizio.
Ed è qui che entrano in gioco eIDAS 2.0 e il portafoglio europeo di identità digitale.
L’obiettivo è creare un’infrastruttura comune che permetta ai cittadini europei di utilizzare un’identità digitale supportata dal governo con un alto Livello di Garanzia (LoA) per accedere ai servizi pubblici e privati in tutta Europa.
Per i cittadini:
→ Meno documenti da caricare
→ Maggiore controllo sui dati condivisi
→ Un’identità digitale unica su un numero crescente di servizi
Per le organizzazioni:
→ Identità già verificata alla fonte
→ Identificazione semplificata del cliente
→ Meno tempo dedicato ai controlli dei documenti, più tempo sull’analisi del rischio
L’identità digitale non sostituirà gli obblighi AML e KYC, ma può semplificare una delle parti più critiche del processo: l’identificazione del cliente. Questo permette alle organizzazioni di dedicare più tempo all’analisi del rischio e meno tempo alla gestione della verifica dei documenti.
Per chi segue l’evoluzione dell’identità digitale, vale la pena osservare come aziende come Hopae contribuiscono a questa nuova infrastruttura. Dai un’occhiata al link nei commenti.
L’obiettivo è rendere accessibili le identità digitali supportate dal governo provenienti da diversi paesi attraverso un’unica integrazione, permettendo alle organizzazioni di verificare identità ad alta sicurezza e ai cittadini di utilizzare la propria identità digitale per accedere a un numero crescente di servizi.
L’identità digitale non è solo un’evoluzione tecnologica. Potrebbe diventare una delle infrastrutture fondamentali su cui si costruirà l’accesso ai servizi digitali nei prossimi anni.




