Le nuove Istruzioni UIF hanno introdotto un nuovo adempimento o stanno chiedendo agli studi professionali di ripensare la propria organizzazione?
di Federico Zavarise
Dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove Istruzioni UIF per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette (SOS).
Tra gli aspetti che ritengo più innovativi vi è la disciplina dedicata al Referente SOS e alla possibilità di delegarne le funzioni.
Per il settore bancario e finanziario non si tratta di una novità : modelli organizzativi, funzioni AML e procedure interne dedicate alla gestione delle segnalazioni costituiscono da tempo una realtà consolidata.
Negli studi professionali, invece, l’organizzazione delle attività connesse alle SOS è, nella maggior parte dei casi, molto meno strutturata.
Le nuove Istruzioni richiamano principi importanti:
✅ organizzazione delle attività di segnalazione;
✅ individuazione del Referente SOS e dell’eventuale delegato;
✅ autonomia di giudizio e indipendenza;
✅ prevenzione e gestione dei possibili conflitti di interesse;
✅ applicazione del principio di proporzionalità .
La vera domanda, però, è un’altra.
Come tradurre questi principi nella quotidianità di uno studio professionale?
Per dare concreta attuazione alle nuove Istruzioni potrebbe essere opportuno disciplinare aspetti quali:
📌 una policy interna che regoli i flussi informativi relativi alle SOS;
📌 modalità e tempistiche per la trasmissione delle segnalazioni interne;
📌 obblighi di riscontro (feedback) nei confronti di chi ha effettuato la segnalazione interna;
📌 tracciabilità delle attività svolte e delle valutazioni effettuate;
📌 un registro delle attività organizzative connesse alla gestione delle SOS;
📌 criteri per prevenire e gestire eventuali conflitti di interesse tra il Referente SOS, il professionista che segue il cliente e chi ha effettuato la segnalazione interna;
📌 criteri per documentare le valutazioni organizzative, comprese le motivazioni che giustificano l’eventuale mancata nomina di un delegato quale Referente SOS.
Le Istruzioni UIF delineano il quadro organizzativo generale e fissano principi di riferimento. La loro concreta applicazione negli studi professionali richiederà ora un’attività di adattamento ai diversi modelli organizzativi.
È probabile che nei prossimi mesi emergeranno prassi applicative e orientamenti interpretativi. Nel frattempo, molti studi stanno già iniziando a interrogarsi su come trasformare questi principi in procedure organizzative efficaci e documentabili.
💬 E voi cosa ne pensate?
Ritenete che le attuali Istruzioni UIF siano già sufficienti per consentire agli studi professionali di organizzare efficacemente il processo di gestione delle SOS?
Oppure sarebbe utile che gli Organismi di autoregolamentazione mettessero a disposizione linee guida operative, procedure, policy e modelli organizzativi che gli studi possano adottare e personalizzare in funzione della propria struttura?





Le nuove Istruzioni mancano di pragmatismo e concretezza, non rispondendo in alcun modo alla quotidianità operativa.