Collaborazione attiva antiriciclaggio: nessun obbligo!

Collaborazione attiva

Collaborazione attiva antiriciclaggio: nessun obbligo!

Buongiorno Dott. Falcone,

avrei un quesito da porle: Se si presenta da me un cliente di cui non detengo le scritture contabili ma mi chiede di effettuare la sua cancellazione dalla Camera di commercio e dall’Ufficio Iva, oltre al mandato professionale ed alla privacy, sono tenuta ad effettuare gli adempimenti antiriciclaggio o ne sono esonerata?

Grazie infinite per la gentile risposta che mi vorrà fornire.

Da un abbonato al sito web www.giovannifalcone.it

R I S P O S T A

La ratio della norma che chiama in causa la “collaborazione attiva” dei professionisti contabili, sta nel “controllare” all’origine la movimentazione e i trasferimenti di denaro – la norma li chiama mezzi di pagamento – pari o superiori a 15 mila euro, laddove la prestazione professionale avesse previsto l’annotazione in contabilità delle fatture emesse e/o ricevute dal cliente nell’esercizio di una determinata attività economica.

Sulla base di quello che mi chiede ritengo che non sussistano gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio. Più precisamente, secondo il dettato normativo – ex comma 7) art.17 del D.lgs 90/2017 – in vigore dal 4 luglio u.s.: “Gli obblighi di adeguata verifica della clientela non si osservano in relazione allo svolgimento dell’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui all’art.2, comma 1, della legge 11 gennaio 1979, n.12″”.

Per quanto di interesse e per completezza aggiungo quello che testualmente afferma il comma 2 dello stesso articolo:””I soggetti obbligati procedono, in ogni caso, all’adeguata  verifica del cliente e del titolare effettivo:

a) quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile;

b) quando vi sono dubbi sulla veridicità e sull’adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell’identificazione.

Lo stesso impianto di esenzione esisteva anche in precedenza con il comma 3) dell’art.12 del D.lgs 231/07 che testualmente statuiva:” Gli obblighi di cui al Titolo II, Capo I e II, non sussistono in relazione allo svolgimento della mera attività di redazione e/o trasmissione delle dichiarazioni derivanti da obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale di cui alla legge 11 gennaio 1979, n.12″.

Restando a disposizione per qualsivoglia diversa o ulteriore necessità, la saluto con viva cordialità

gf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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