Credito senza garanzia: PWC condannata!

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Credito senza garanzia: PWC condannata!

 

Dopo i tanti fallimenti bancari, nel mentre da noi aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, la Commissione parlamentare d’inchiesta ci faccia sapere l’esito dei lavori da poco conclusi con lo scioglimento della legislatura, non prima di aver apprezzato la bontà del panettone natalizio, negli Stati uniti, per situazioni analoghe, non ci sono ostacoli, si corre!.

Da quelle parti gli amministratori di banche fallite sono al fresco e già condannati ad una trentina di anni ed ora arriva anche la condanna per la società di revisione: quando si dice, in America fanno sul serio e Al Capone fu arrestato per evasione fiscale.

La storia che vi racconto l’ho appresa oggi e certamente rincuora il cittadino comune e rappresenta una lezione per combattere i “colletti bianchi” che, si spera, trovino ospitalità di pensiero anche da noi.

La Price waterhouse Coopers [1], secondo il  giudice federale avrebbe dovuto fare di più e soprattutto leggere meglio i bilanci della Bean & Whitaker – società specializzata nella erogazione di mutui – e delle rispettive controparti alla Colonial Bank, società finanziaria dell’Alabama che a sua volta finanziava Tbw.

Il fallimento della Colonial Bank si tradusse in un costo per le casse pubbliche a stelle e strisce (la c.d. Federal Deposit Insurance Corporation) per poco meno di 3 miliardi di dollari.

Se raffrontato ai disastri nazionali di casa nostra parliamo di pochi spiccioli e ciò malgrado, il fondatore e presidente della Twb, Lee Farkas ha già avuto trent’anni di carcere. Da noi invece i vari Zonin, Consoli e compagnia cantando dichiarano di non ricordare, che sono anziani e pure scimuniti: noi siamo un altro pianeta, siamo buoni, generosi e forse anche fessi!

La società di revisione, PWC, colosso mondiale dei servizi professionali, opportunamente denunciata dalla Federal deposit, aveva per anni rilasciato report rassicuranti alla casa madre Colonial Bank Group, quando poi invece, emerse che moltissimi prestiti erano stati erogati senza garanzia, come si dice da noi a “babbo morto” o al più, garantiti da asset inesistenti che nessuno negli anni e men che mai la società di revisione si prese mai la briga di verificare.

La vicenda ricorda molto la storia della nostra Parmalat che dichiarava nei Bilanci di esercizio e nelle Note integrative di detenere un cospicuo fondo patrimoniale di svariati milioni di euro alle Isole Cayman, che utilizzava a garanzia delle proprie obbligazioni.

Alla scadenza fissata dai c.d. bond, ovviamente, il fondo alle Cayman si rivelò una bufala e il nostro colosso alimentare si rivelò insolvente a tutto danno dei risparmiatori retail che, come sappiamo, ci rimisero le penn(liquidazioni, rispami e sacrifici di vite intere).

La storia si ripete, con la differenza che adesso anche le società di consulenza, com’è giusto che sia impareranno a proprie spese a leggere il bilanci, visto che vengono pagate apposta per questo ed anche profumtamente.

In attesa del prossimo scandalo, viva i bilanci, viva la giustizia e viva la società di consulenza che li sappia leggere!

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PwC:  è un network internazionale, operativo in 158 Paesi con circa 223.000 dipendenti, che fornisce servizi di revisione di bilancio, consulenza di direzione e strategica, e consulenza legale e fiscale. La società odierna è il risultato della fusione tra la Price Waterhouse e la Coopers & Lybrand avvenuta nel 1998.

La società, colosso mondiale dei servizi professionali, è tra le più prestigiose del pianeta e fa parte delle cosiddette Big Four: le quattro più grandi aziende di revisione, insieme a Deloitte & Touche, Ernst & Young e KPMG. Fino al 2002 a queste si aggiungeva la Arthur Andersen, prima del fallimento in seguito allo scandalo Enron negli Stati Uniti.

 

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