Compensazione debito tributario: alert antiriciclaggio!

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Compensazione debito tributario: alert antiriciclaggio!

Egregio dr. Falcone,

un cliente del mio studio da un paio di anni, esercente import & export con circa un milione di euro di fatturato, ha chiuso il primo trimestre con un debito IVA ingente.

Con qualche mese di ritardo mi ha presentato delle fatture – per servizi ricevuti – che abbattono il debito tributario per oltre l’80%.

Devo avere qualche motivo per dubitare di tale circostanza, non potendo escludere che possano trattarsi di fatture per operazioni inesistenti, annotate al solo scopo di abbattere il carico tributario.

Ho anche pensato alla possibilità di cessare la collaborazione restituendogli la contabilità.

Come devo comportarmi ai fini di una eventuale Segnalazione di operazione sospetta?

Grazie

Da un abbonato al sito web www.giovannifalcone.it

R I S P O S T A 

Cominciamo col dire che anche se il rapporto di assistenza cessa, trattandosi di una informazione già acquisita dal suo studio non cessano gli obblighi di collaborazione attiva anche ai fini di un eventuale inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta.

Prima di procedere in un senso o in un altro, farei delle valutazioni di merito:

  1. Verificare la metodicità nella consegna delle fatture per la relativa contabilizzazione. Se il ritardo è fisiologico, come sembra comprendere, non può essere preso a spunto di indizio di sospetto nella circostanza;
  2. Pur trattandosi di fatture riguardanti “servizi” e non acquisto di beni per i quali necessita della esistenza di un magazzino, pertanto la “fittizietà” è relativamente facile, suggerisco di verificare le controparti (se trattasi di aziende conosciute su territorio, esistenza e riscontro della Partita Iva etc.);
  3. Conservare traccia di tutti i riscontri effettuati al fascicolo del cliente per una risposta argomentata per un eventuale controllo da parte degli organi di vigilanza (amministrazione finanziaria e Guardia di finanza in primis).

Nella prosieguo della relazione, laddove  siffatta operatività dovesse ripetersi con le stesse modalità, potrà essere presa in considerazione la possibilità di inoltrare una Segnalazione di operazione sospetta.

In nessun caso consiglio la cessazione del rapporto al solo fine di non assumersi l’onere di segnalare l’accaduto all’Uif.

Cordialità

gf

 

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