Accusa di riciclaggio e costituzione di parte civile della BpB contro la Direttrice di filiale!

Bpb e costituzione parte civile
Bpb e costituzione parte civile

Accusa di riciclaggio e costituzione di parte civile della BpB contro la Direttrice di filiale!

 

Voglio partire dall’incresciosa vicenda barese che ha visto la direttrice della sede della Banca Popolare di Bari inquisita dalla locale Procura della Repubblica per Riciclaggio da evasione fiscale.

Ai sette anni di reclusione richiesti dall’accusa nei confronti della direttrice, abbiamo visto altresi la sanzione amministrativa di 700mila euro richiesta nei confronti della banca ex d.lgs 231/2001, quasi a voler smentire da subito, almeno nella visione accusatoria, ogni ipotesi di costituzione di parte civile da parte del citato istituto di credito pugliese.

Una vicenda decisamente brutta, soprattutto se andiamo a vedere che, la stessa banca, volendo assurgere al ruolo di parte lesa, ha pensato bene di costituirsi parte civile contro l’operato della responsabile della piu’ importante filiale della Banca popolare di Bari, quale appunto la Sede del capoluogo pugliese.

Con questa costituzione, la Banca, ha preso le distanze dall’operato di una propria dipendente che ho ragione di credere, abbia agito unicamente nel suo interesse.

Della vicenda. nelle more di conoscere la sentenza dei giudici di primo grado, ne ho parlato l’altro giorno, quando ho indicato alcune importanti priorità da tenere in considerazione nella gestione di un rapporto di conto, distinguendolo sempre da quello di natura personale  https://www.giovannifalcone.it/evasione-fiscale-e-riciclaggio-le-responsabilita-della-direttrice-di-filiale-della-banca-popolare-di-bari/.

Legittime osservazioni

Immaginando per un attimo la ragionevolezza dell’accusa, che ha disegnato in un certo modo la grave e dolosa condotta della direttrice di filiale, c’e’ domandarsi dove stava la banca quando succedeva tutto questo?

Dove stava la sua organizzazione, a cominciare dal Responsabile aziendale antiriciclaggio?

O ancora: quali direttive sono state dettate in sede di formazione antiriciclaggio per valutare ipotesi connesse da un riciclaggio da evasione fiscale nel periodo 2007/2014?

Queste sono domande che tutti gli organi di vigilanza interni all’istituto di credito devono porsi per offrire la necessaria chiarezza operativa, anche per assicurare la necessaria serenità  a tutti i dipendenti della stessa banca.

In proposito, ad oggi, quali sono le direttive impartite?

Quali indicazioni sono state date al personale posto che, per determinare un danno erariale di 800mila euro – importo costituente l’imposta sottratta alla casse dello Stato – significa aver accantonato, nel periodo considerato, la complessiva somma di 2,4 milioni di euro su un conto personale nel completo silenzio  di tutti i diagnostici in uso, Gianos compreso?

E’ credibile la versione secondo la quale, nessuno ha visto niente e l’unica responsabile è da individuarsi nella direttrice di filiale?

Dico questo a titolo personale, nella veste di ex dipendente della Banca popolare di Bari, dove per otto anni mi sono impegnato ad evitare accadimenti di questo genere.

Insomma, attendiamo serenamente gli sviluppi che ancora oggi tardano ad arrivare visto che il Tribunale non ha ancora emesso la sentenza di merito di primo grado,, ma si cerchi di evitare per il futuro il ripetersi di situazioni analoghe.

L’esperienza che si sta vivendo, dovrebbe servire almeno a questo e non solo alla Banca Popolare di Bari oggi coinvolta in questa vicenda, mutuando il vecchio detto: Chi va per mare questi pesci piglia!

Il mare é aperto e i pericoli non mancano!  

 

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