Adeguata verifica: La burocrazia uccide!

Ing Direct, conto bloccato
Ing Direct, conto bloccato

Adeguata verifica: La burocrazia uccide!

 

Certo di fornire un utile spunto di riflessione, rivolto soprattutto agli intermediari finanziari, riporto una corrispondenza testuale pubblicata da Plus24 del Sole 24 Ore di oggi, attraverso il quale un cliente di una banca lamenta una grave disfunzione gestionale e organizzativa riguardante l’utilizzo di un conto corrente, in relazione alla normativa antiriciclaggio: aggiornamento del questionario.

Follia.

Di burocrazia si muore: buona lettura!

 

<<Ing Direct blocca il conto corrente in attesa dell’adeguata verifica

 

Vi scrivo in merito ad un’incresciosa situazione che si è creata da più di 40 giorni a oggi con Ing Direct.

A fine maggio la mia compagna E.M. si è vista rifiutare un  prelievo con la carta di debito collegata ad un Conto Arancio a lei intestato.

Su quel conto viene accreditato lo stipendio, sua unica fonte di sostentamento economico. Sempre su quel conto si trovano tutti i suoi risparmi. La mia compagna è di nazionalità iranuiana ma è residente in Italia da molti anni ed è in possesso di un permsso di soggiorno illimitato. Inoltre il suo stipendio proviene da un contratto a tempo indeterminato con una multinazionale italiana.

Accedendo all’online banking scopriva che il suo conto era stato bloccato e non poteva più usufruire dei propri risparmi. Il call center diceva che “probabilmente” i documenti in loro possesso erano scaduti. Per cui in data 26 maggio abbiamo provveduto a consegnare tutti i documenti richiesti, sollecitando lo sblocco del conto, perché era insostenibile rimanere senza accesso ai propri soldi.

Il blocco del conto violava la norma 3 aprile 2015, che sancisce (parte seconda, sez.VII) visto che l’intermediario debba segnalare al cliente la necessità dell’aggiornamento dei dati ai fini della “adeguata verifica”.

Se il cliente non ottempera, deve bloccare i rapporti per 60 giorni, segnalazione che non è mai avvenuta e quindi il blocco risultava illegale.

Nonostante ciò dopo innumerevoli telefonate al call center e visite in filiale, da Ing non è stata proposta nessuna soluzione. Anzi più passa il tempo più la risposta da parte di Ing si fa poco concreta e nebulosa.

Inizialmente ci hanno chiesto di rimandare i documenti e che il problema sarebbe stato risolto in 48 ore. Oggi ci dicono che “loro non possono fare nulla e che bisogna aspettare a tempo indeterminato”.

Infine controllando l’home banking abbiamo notato che, oltre al danno, c’è anche la beffa, infatti il conto è stato sbloccato a livello di addebiti: mi è stato addebitato il bollo.

E’ inaccettabile che l’unico conto di sopravvivenza delal mia compagna veenga bloccato trasgredendo alla norma di cui sopra e che non ci sia neppure la minima comunicazione da parte di Ing sui tempi di sblocco.

E’ un incubo in cui l’unico colpevole è Ing Direct che non solo danneggia in modo evidente il proprio cliente, lasciandolo senza mezzi di sostentamento, ma si chiude in un muro di gomma senza dare risposte chiare sulle motivazioni e sulle tempistiche di sblocco, minando la sua credibilità in modo ineluttabile.

AC – Via e-mail)

RISPONDE ING DIRECT

Il conto della signora M.M.E. è stato temporaneamente bloccato in quanto il questionario di conoscenza della clientela presente nell’area riservata del sito non risultava compilato ed aggiornato.

La banca ha agito al fine di adempiere agli obblighi normativi in materia di adeguata verifica della clientela, previsti ai sensi del D.lgs 231/07 e successive modifiche e integrazioni.

La banca ha ora sbloccato il conto della cliente e si riserva di chiedere ulteriore documentazione a supporto qualora fosse necessario.

 

DA PLUS24 DEL SOLE 24 ORE DEL 31 AGOSTO 2019>>

 

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A TITOLO STRETTAMENTE PERSONALE

 

Anche questa, come spesso accade, è una vicenda surreale, laddove un intermediario finanziario, nel terrore di sanzioni lunari, sbaglia, eccede e supera pure l’immaginazione in termini di applicazione burocratica e miope di una normativa nata per contrastare il riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo.

In modo  asettico, oggi, guardando il problema dall’esterno possiamo provare a chiederci?

In una situazione di tal fatta, un cliente, persona fisica e privato consumatore, lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato che vive di stipendio – o meglio cerca di vivere con lo stipendio banca permettendo – quale danno avrebbe potuto provocare in termini di violazione alla disciplina antiriciclaggio?

La banca, la Ing Direct, se non avesse bloccato il conto, qual è il rischio che avrebbe corso?

Approccio basato sul rischio

In base al principio dell’approccio basato sul rischio, l’intensità e l’estensione degli obblighi di adeguata verifica della clientela vanno modulati secondo il grado di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Tale approccio costituisce un’applicazione del più ampio principio di proporzionalità e mira a massimizzare l’efficacia dei presidi aziendali, razionalizzare l’uso delle risorse, ridurre gli oneri a carico dei destinatari.

Gli intermediari, pertanto, sono chiamati a esercitare responsabilmente la propria autonomia, considerando tutti i fattori di rischio suscettibili di incidere sull’esposizione a fenomeni di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo.

Intanto, così è se vi pare!

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