Afganistan: Democrazia & libertà!

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Afganistan - Democrazia e libertà
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Afganistan: Democrazia & libertà!

Con il ritiro americano e della stessa Nato dall’Afganistan si è detto che l’America è stata sconfitta perché ha dimostrato che, sia pure dopo venti anni, non è stata capace di portare in quel paese i valori della democrazia.

La democrazia e la libertà non può essere esportata, si è detto e ripetuto più volte in queste settimane.

Detto cosi, sembra una affermazione di principio, se non vera almeno verosimile. La democrazia ma soprattutto la libertà bisogna cercarla, inseguirla e se serve, per averla, bisogna anche combattere e morire per essa.

Grazie all’attacco giapponese di Pearl Harbor, ma conosciuto anche come operazione Hawaii che avvenne alle prime luci dell’alba del 7 dicembre 1941, gli Usa intervennero nella Seconda guerra mondiale.

Grazie al “giorno dell’infamia”, così all’epoca definito dal presidente Franklin Delano Roosevelt, nel discorso alla nazione, si giunse al 6 giugno 1944 che, con lo “sbarco in Normandia”, l’intera Europa venne liberata dalla dittatura del nazifascismo.

In quella occasione e noi europei non lo possiamo mai dimenticare, gli Stati Uniti d’America, esportarono la democrazia e la libertà in Europa al costo di diverse migliaia di vittime del popolo a “stelle & strisce”.

Quella è stata la dimostrazione plastica per poter dire che la democrazia è esportabile a condizione che ci sia un popolo che la libertà la vuole, la perseguita ed è disposto a tutto per ottenerla.

Con la partenza degli occidentali, molti afgani vogliono scappare, soprattutto le donne, consapevoli come sono che il regime talebano appena tornato al potere, non fa sconti e il Medioevo si avvicina, anzi è già una realtà, drammatica.

Cosa fare?

La situazione è difficile, molto complessa per le conseguenze che il nuovo regime potrà provocare nella lotta al terrorismo su un piano addirittura planetario.

Al momento, per far capire che tutto il mondo li guarda, il regime talebano non dovrebbe essere riconosciuto da nessun Paese a livello globale chiudendo sine die tutte le ambasciate, consolati e quant’altro.

Potrebbe essere un modo questo per far comprendere al regime che sopprimendo le libertà individuali, non si può far parte del mondo globalizzato o della civiltà del terzo millennio, distinguendosi in questo modo dal Medioevo che questi signori pensano di reintrodurre!

Staremo a vedere!

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