Antiriciclaggio: Carenze dell’adeguata verifica, sanzioni a raffica!

Carenze adeguata verifica, sanzioni, rimedi
Carenze adeguata verifica, sanzioni, rimedi

Antiriciclaggio: Carenze dell’adeguata verifica, sanzioni a raffica!

 

Con ravvicinata periodicità il Servizio Vigilanza della Banca d’Italia contesta a tutto spiano agli intermediari finanziari – in primis banche, Sim, Sgr, Compagnie di assicurazione etc. – violazioni  alla normativa antiriciclaggio.

Le contestazioni, nella generalità dei casi, riguardano rilievi standard, fatti a  ciclostile::

carenze negli obblighi di adeguata verifica della clientela (artt. 17, 18, 19, 24, 25 e 62 del d.lgs. 231/2007, come modificato dal d.lgs. 90/2017). 

Le sanzioni amministrative conseguenti, variano fra le 30 e le 150 mila euro.

Stato dell’arte 

Se la situazione è quella che appare, c’è qualcuno che si è domandato cosa si può fare per evitare questo genocidio?

C’è qualcuno, anche tra gli organi di vigilanza che, nel corso di queste ripetute attività ispettive, istituzionali, ha ben evidenziato quali siano state le mancanze, le omissioni, le approssimazioni che hanno determinato questi risultati?

C’è qualcuno che si è posto il problema di impostare  una strategia, un modus operandi per difendersi e contrastare questo tipo di contestazioni?

C’è qualcuno che ha deciso di darsi un metodo, una best practice per assolvere in modo decoroso a questi adempimenti che, credetemi, sono alla portata di tutti, basta capire bene di cosa si tratta e quindi decidere il da farsi.

Adeguata verifica della clientela (Ordinaria, semplificata, rafforzata) 

Ho la presunzione di ritenermi un antesignano di questo fondamentale adempimento, pensata  per qualunque intermediario finanziario o soggetto obbligato alla collaborazione attiva in materia di lotta al riciclaggio e finanziamento del terrorismo, secondo la normativa in vigore (ex D.lgs 231/07 integrata e modificata con il d.lgs 90/2017).

Infatti, nel 1999, quando cominciai ad occuparmi della materia nella veste di Responsabile aziendale antiriciclaggio di un gruppo bancario, pensai alla necessità di redigere una “Scheda notizie” in grado di compendiare l’operatività della clientela, cercando di individuare possibili anomalie comportamentali.

In tal senso, pensai ad una “SCHEDA NOTIZIE”[1] laddove, in modo sinergico, chiesi la collaborazione ai rispettivi Direttori di filiale che dovevano procedere alla compilazione, indicando l’attività economica svolta (ingrosso, dettaglio e settore economico), tenore di vita, pubblica stima e concludendo con specifiche “valutazioni finali”.

Fu evidentemente una fase difficile, nel senso di farne comprendere l’importanza laddove venivo accusato di voler creare un Archivio di polizia all’interno della banca.

Invece, con tale impostazione, accompagnata da una sistematica, continua e diretta attività di formazione antiriciclaggio, riuscii a superare indenne – cioè senza ricevere alcun rilievo – ben cinque attività ispettive svolte dall’Organo di vigilanza centrale (quello che si chiamava l’UIC), sempre conclusi, al contrario, con lusinghieri apprezzamenti.

E’ stata una esperienza intensa, sotto il profilo umano e professionale che mi ha ulteriormente convinto che fare antiriciclaggio significa applicare comune e razionale buon senso, a cominciare dalla conoscenza della clientela, ovvero dalla sua potenzialità economica.

Nell’anno 2007, come tutti sappiamo, giunse normativamente l’obbligo del “Questionario antiriciclaggio” e quindi dell’Adeguata verifica della clientela.

Il resto è storia nota!

E’ stata per me una grande soddisfazione!

 

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[1] https://www.giovannifalcone.it/scheda_notizie__antesignano_dell_adeguata_verifica_della_clientela/

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