Antiriciclaggio: Complicazioni istituzionali!

Feedbak
Feedbak
Print Friendly, PDF & Email

Antiriciclaggio: Complicazioni istituzionali!

 

 

Uno degli adempimenti più gravosi, sovente inutili, è strettamente connesso alla necessità dell’Adeguata verifica “rafforzata” nei confronti di clientela oggetto di “segnalazione di operazione sospetta”.

L’onere, che spesso si protrae per anni se non per decenni, nella completa inerzia dell’Istituzione che, come a tutti noto, non ha mai adempiuto alla incombenza normativamente prescritta connessa al famoso feedbak perché in Italia, siamo bravissimi a scrivere le leggi mentre siamo un disastro, ad ogni livello,  a rispettarle.

Quella che riporto integrale, è una norma in bianco, senza sanzione, dove si legge solo il precetto che testualmente, al 2° comma dell’art.41 del decreto legislativo 231/2007, dice:

“”2. La UIF, con modalità idonee a garantire la tutela della riservatezza, comunica al segnalante, direttamente ovvero tramite gli organismi di autoregolamentazione, gli esiti delle segnalazioni, anche tenendo conto delle informazioni ricevute dalla Direzione investigativa antimafia e del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza””.

Un precetto disatteso, trascurato, forse non è stato neanche letto da chi di dovere!

Pratica operativa

Nei miei circa otto anni in cui ho svolto le mansioni di Responsabile aziendale antiriciclaggio nell’ambito di un Gruppo bancario, ho inoltrato oltre trecento Segnalazioni di operazioni sospette. Volete sapere quanti feedbak o flussi di ritorno ho ricevuto?

Una percentuale pari allo 0,01%, corrispondente a meno delle dita di una mano!

Ho saputo per certo che ci sono banche che, a sei anni dall’inoltro di una  Segnalazione di operazione sospetta inoltrata, ancora oggi, continuano a fare la “verifica rafforzata” della posizione aggiornandola con sistematicità, pena la cessazione di ogni rapporto pur in presenza di una regolare operatività priva di alcuna anomalia degna di nota: cessare il rapporto, intesa come mera sopravvivenza alla burocrazia ottusa!

Questo paradosso, appare ancora più plateale ove l’originario input alla segnalazione sia stato determinato da valutazione superficiale nei confronti di clientela che, negli anni a seguire, non abbia mai più dato luogo a rilievi.

Il problema lo si avverte ancora in modo più accentuato, considerando l’assenza delle informazioni di ritorno il cui trend sembra ormai tristemente collaudato.

Le Direttive europee, parimenti alle legislazioni nazionali si susseguono ma nulla cambia, tutto immobile.

Mi chiedo: è mai possibile che problematiche della specie le veda solo io? c’è qualcuno in grado di rispondere od anche mostrare un sussulto di vita o di  dignità?  Quando commento argomenti della specie, ancora di più, rafforzo quel convincimento secondo il quale “La teoria sta a Roma, mentre la pratica sta in periferia, dove si lavora, si lotta e si soffre”. Avviciniamo questi due mondi e facciamo in modo che il Paese marci con meno forma e più sostanza vista anche la recrudescenza della criminalità organizzata sul territorio.

Proposta

Se oggi continuassi a svolgere il ruolo di responsabile aziendale antiriciclaggio, oltre che sollecitare quel famoso “flusso di ritorno” che non è mai esistito, proporrei di consentire agli Intermediari, professionisti o soggetti obbligati in genere all’esercizio di una facoltà nella gestione dei rapporti con la clientela.

In pratica, consentire a questi soggetti che negli annali hanno prodotto la Segnalazione di operazione sospetta, la possibilità di rimettere in “bonis” la posizione dopo due anni di silenzio consecutivo.

Così facendo, oltre a costringere l’Istituzione ad essere più reattiva nel processo di valutazione, si ridurrebbero significativamente quegli oneri in capo a tutti i soggetti tenuti alla “collaborazione attiva”, inducendo questi ultimi a concentrare l’attenzione sui problemi veri che hanno un effettivo collegamento con una operatività a rischio di riciclaggio di denaro sporco o finanziamento del terrorismo.

Basta chiacchiere, basta scartoffie inutili.

La lotta al riciclaggio è un cosa seria!

 

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento