Foi e Sos
Foi e Sos

Antiriciclaggio: Connessione obiettiva con un reato!

3 min di lettura
Print Friendly, PDF & Email

Antiriciclaggio: Connessione obiettiva con un reato!

 

Nel periodo in cui svolgevo le mansioni di Responsabile aziendale antiriciclaggio nell’ambito di un gruppo bancario, mi è capitato spesso di trovarmi di fronte alla necessità di fare una Segnalazione di operazione sospetta per false fatturazioni.

Infatti, capitava che il traente di un assegno circolare o percettore di un bonifico, regolarmente accompagnato da uno sconosciuto, si presentava allo sportello per cambiare ovvero prelevare, per cassa, il bonifico appena ricevuto sul conto aziendale di cui lo stesso era amministratore.

Ottenuta la provvista, lo stesso consegnava brevi manu, il controvalore dell’assegno o del bonifico ricevuto, decurtato del 10/15%, allo sconosciuto accompagnatore: era la prova che trattavasi di false fatturazioni, nel senso che era stato pagato un servizio o la cessione di un bene assolutamente fittizio.

L’addetto allo sportello, mi informava tempestivamente dell’accaduto, procedendo spedito all’inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta con la causale di “frode fiscale”, indicando i contraenti dell’operazione economica fittizia.

Di quanto sopra, secondo i dettami della normativa antiriciclaggio all’epoca vigente (1999/2007), avrei dovuto informare anche Ministero dell’economia e finanze relativamente all’irregolare trasferimento di denaro contante – ex art.49 del d.lgs231/07.

Pratica operativa

Avvalendomi del contenuto dell’art.24 della legge 689/81 – Connessione obiettiva del reato – in situazioni della specie descritta, non ho mai proceduto all’inoltro della “comunicazione” al Mef, stante al riferimento testuale: “”Qualora l’esistenza di un reato (false fatture) dipenda dall’accertamento di una violazione non costituente reato (irregolare trasferimento di denaro contante) e per questa non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, il giudice penale competente a conoscere del reato è pure competente a decidere sulla predetta violazione e ad applicare con la sentenza di condanna la sanzione stabilita dalla legge per la violazione stessa.””

In una occasione, questa “omissione” mi venne contestata dalla Guardia di finanza – regolarmente archiviata a seguito di contenzioso davanti al Mef – non ritenendo corretta l’applicazione del 1° comma del citato articolo 24 della legge 689/81.

Non il 3° comma dell’art.51 del d.lgs 231/07 – Obbligo di comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze delle infrazioni di cui al presente Titolo –  questa amnesia legislativa venne corretta e si disse testualmente: “”Qualora oggetto dell’infrazione sia un’operazione di trasferimento segnalata ai sensi dell’articolo 35, non sussiste l’obbligo di comunicazione di cui al comma 1.””

Morale: Se avete inoltrato una Sos con la causale delle false fatturazioni, maturata sulla scorta di una restituzione di denaro contante brevi manu, NON siete tenuti a fare alcuna comunicazione al Mef circa l’irregolare trasferimento di denaro contante!

Post precendente

Controllo Bankit: Copia conforme all’originale!

Prossimo post

Reati societari: Precedenza alla banca per la misura patrimoniale

Ultimi per