Antiriciclaggio: Dalla sanzione amministrativa al carcere per la direttrice di filiale

Antiriciclaggio: Dalla sanzione amministrativa al carcere per la direttrice di filiale
Prendo spunto dalla gravissima vicenda della richiesta di carcerazione dei sette anni chiesti dalla Procura della Repubblica contro la direttrice di filiale della Banca popolare diI Bari, per un presunto  Riciclaggio da evasione fiscale, per tentare di suggerire  qualche accorgimento di una possibile utilità idonee ad evitare conclusioni così nefaste.
 Arrivare a queste conclusioni da parte dell’accusa, tutta da provare al termine del dibattimento in Tribunale per l’atteso vaglio dei giudici di merito, presuppone il dolo ovvero, la coscienza e volontà da parte della direttrice di filiale nel perseguimento di un disegno criminoso di tal fatta, vale a dire il “ Riciclaggio da evasione fiscale”.
Al netto di quella che sarà’ la pronuncia dei giudici, voglio tentare di commentare alcune condotte della clientela nella gestione dei loro rapporti che, laddove non fossero intercettati e valutati con la dovuta tempestività, possono provocare talune conseguenze in termini di responsabilità in capo al soggetto obbligato.
Per essere chiaro, dobbiamo sempre partire dalla necessita’ di conoscere sempre la fonte di reddito del cliente e quindi, il tipo e natura delle transazioni, onde poterne valutare la coerenza sia che  si tratti di una persona fisica (privato consumatore), esercente una professione (libero professionista) ovvero esercente un’attivita’ economica (imprenditore).
In tutti i casi prospettati, così come ricordato dalla Banca d’Italia nel Decalogo sulle operazioni sospette – Edizione 2001 – bisogna sempre attribuire la corretta categoria economica di appartenenza ai vini del censimento anagrafico.
Cosa deve significare tutto questo?
Significa aprire un “conto aziendale”  al titolare di partita Iva, caratterizzato da una contabilità sottostante in termini di obblighi fiscali e tributari.
In questo articolo, parleremo di riciclaggio da evasione fiscale, di cartiere, di false cooperative, di consulenze fittizie registrate su conti aziendali, di false fatturazioni infragruppo, di restituzioni anticipazioni socio occulto, di truffe alla pubblica amministrazione, di finanziamenti illeciti alla politica e altro ancora.

Giovanni Falcone

GIOVANNI FALCONE
CONSULENTE D’IMPRESA
"ESPERTO ANTIRICICLAGGIO”

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