Antiriciclaggio: Mi dichiaro colpevole!

Mi dichiaro colpevole!
Mi dichiaro colpevole!

Antiriciclaggio: Mi dichiaro colpevole!

 

Quando leggo di sanzioni irrogate dall’organo ispettivo della Banca d’Italia nei confronti di Intermediari finanziari di ogni dimensione – di prima o seconda fascia – sono assalito da numerosi dubbi, come se il problema riguardasse la mia persona.

Anche se il problema non mi riguarda in alcun modo non interessando la mia persona, in quanto trattasi di soggetti economici o persone a me sconosciute, sono assalito da qualche rimorso di coscienza, da una infinita inquietudine e da un senso di forte depressione arrivando alla conclusione che il mio contributo sia inutile, forse superfluo o non sufficientemente chiaro.

Qualcuno potrà certamente dire che io rappresento e segnalo un’anomalia, una esagerazione, uno che vede nuvoloni con un bel sole e cielo sereno.

Insomma, uno che vede lucciole per lanterne: Forse è così, é certamente così ed é meglio non pensarci troppo!

Le sanzioni irrogate scaturiscono da violazioni riguardanti la tematica dell’antiriciclaggio in termini di carenze nella collaborazione attiva, nell’adeguata verifica e nella omessa segnalazione di operazione sospetta.

Le contestazioni, nella generalità dei casi, riguardano rilievi standard, fatti a ciclostile che hanno lo scopo di terrorizzare la gente, di mettere a repentaglio la solidità patrimoniale degli Istituti di credito coinvolti, senza fornire ahimè, alcun valore aggiunto in termini di “grano salis”:

– carenze negli obblighi di adeguata verifica della clientela (artt. 17, 18, 19, 24, 25 e 62 del d.lgs. 231/2007, come modificato dal d.lgs. 90/2017). 

Le sanzioni amministrative conseguenti, variano fra le 30 o le 150 mila euro e, in qualche caso, arrivano a superare anche diversi milioni di euro – https://www.giovannifalcone.it/?s=provvedimenti+sanzionatori.

Sia pure in modo virtuale, perché mi sento colpevole?

Premetto che quando facevo il RAA (1999/2007), il Presidente del Gruppo bancario in cui operavo, in previsione dell’arrivo della ispezione dell’Ufficio Italiano Cambi mi faceva sempre delle raccomandazioni di stare attento, trattandosi di una tematica particolarmente ostica e che in precedenza al 1999, aveva dato luogo a non pochi problemi, ivi compresa, addirittura, la chiusura d’ufficio di qualche filiale sul territorio barese, perché ritenute inquinate da clientela di dubbia affidabilità e coinvolta in vicende di criminalità organizzata, già all’attenzione dell’Autorità giudiziaria.

In tutte le occasioni, caratterizzanti questo genere di appuntamenti – due ispezioni dirette e tre rivolte presso banche di cui avevamo il controllo al 100% (Banca Popolare di Calabria, Banca Popolare della Penisola Sorrentina e Banca Mediterranea), finite tutte con assenza di rilievi e annesse lodi di apprezzamento – ho sempre risposto di stare tranquillo, perché avevo svolto al meglio i compiti ed adempimenti prescritti.

Come accennato, l’esito delle ispezioni mi diede sempre ragione!

Pratica operativa

Da oltre venti anni, su questo sito, ovvero nei diversi appuntamenti formativi, con parole mie, cerco di spiegare una serie di accorgimenti, modus operandi e quant’altro che, se fossero recepiti, eviterebbero queste periodiche carneficine in termini di sanzioni amministrative.

Con il rischio quasi certo di apparire presuntuoso ed alla luce dei tanti provvedimenti assunti dall’organo di vigilanza, sono giunto alla conclusione che gli argomenti che tratto non sono stati affatto recepiti o forse, non suscitano sufficiente interesse per essere letti ed è questa la ragione, evidentemente e molto più probabile, sulle ragioni per le quali non li legge nessuno.

In particolare, di cosa sto parlando?

Sto parlando di una ispezione tipo della Banca d’Italia in materia di antiriciclaggio, di quali sono gli adempimenti antiriciclaggio a cominciare dall’adeguata verifica della clientela ovvero le modalità di esecuzione, in grado di scongiurare ogni sorpresa possibile ed immaginabile.

Sto parlando, ovviamente, della necessità di darsi un metodo nella valutazione delle transazioni registrate sui rapporti, in modo da essere sempre attento anche alle metamorfosi che possono investire l’operato della stessa clientela, anche per difficoltà della vita, convinto come sono che delinquente si diventa anche sulla base delle circostanze vissute.

Cosa guardare e come guardare una certa operatività prima di decidere per l’inoltro di una segnalazione di operazione sospetta, ovvero la capacità di intercettare fenomeni di rischio della stessa banca e che vanno dalla infiltrazione della criminalità organizzata alla presenza di prestanomi o teste di legno nella gestione di talune attività economiche titolari di rapporti di conto, dalla corretta individuazione del titolare effettivo alla esistenza di “cartiere”, dal riciclaggio da evasione fiscale alla figura del soggetto politicamente esposto e quindi alla corruzione nella pubblica amministrazione.

Solo a titolo di esempio, richiamo alcuni link di potenziale interesse:

– Banca d’Italia: Ispezione tipo – n.49 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=ispezione+tipo

– Adeguata verifica – n. 1.050 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=adeguata+verifica

– Antiriciclaggio: Verifica dinamica – nr. 101 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=dinamica

– Criminalità organizzata . n.260 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=criminalit%C3%A0+organizzata

– Segnalazione di operazione sospetta – n.617 – https://www.giovannifalcone.it/?s=segnalazione+di+operazione+sospetta

– Antiriciclaggio: Diamoci un metodo – n. 338 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=metodo

– Antiriciclaggio: False fatturazioni – n.284 articoli – https://www.giovannifalcone.it/?s=false+fatturazioni

e altro, molto altro ancora!

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