Antiriciclaggio: Tante ombre e molta confusione!

Partita Iva, Quesito dell'Esperto risponde
Partita Iva, Quesito dell'Esperto risponde
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Antiriciclaggio: Tante ombre e molta confusione!

 

L’Esperto risponde del Sole 24 Ore del 15 luglio u.s. riceve il quesito che riporto integralmente:

“”Un dottore commercialista, che riceve il solo incarico di aprire una partita Iva, e quindi provvede alla sola trasmissione telematica del Modello AA7 o AA9, è tenuto agli obblighi antiriciclaggio (identificazione del titolare effettivo e valutazione del rischio, eccetera)?

Inoltre, per la tenuta della contabilità in studio, si può indicare come valore della prestazione “indeterminato” o “indeterminabile”, stante l’impossibilità di stabilire a priori un valore specifico, a causa della numerosa mole di pratiche collaterali e connesse alla contabilità, quali variazioni di attività all’agenzia delle Entrate, al Registro imprese, all’Inps, eccetera?

Oppure occorre di volta in volta aggiornare il fascicolo anche per una semplice pratica di comunicazione unica, con il rispettivo valore della prestazione?””

Al riguardo, l’Esperto risponde così:

“”In relazione al primo punto, si osserva che l’articolo 17, comma 7, del D.lgs 231/2007, come modificato dal D.lgs 90/2017, prevede espressamente che <<gli obblighi di adeguata verifica della clientela non si osservano in relazione allo svolgimento dell’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti dagli obblighi fiscali (…)>>.

Ne consegue che il mero incarico di aprire una partita Iva, ed il successivo invio telematico della documentazione richiesta, non sia soggetto agli obblighi antiriciclaggio.

Con riferimento alla seconda domanda, appare corretta la qualifica di prestazione indeterminabile se la prestazione richiesta non ha una quantificazione ab origine.

Nel caso in esame, pare che le prestazioni del commercialista siano quantificabili: pertanto, è consigliabile indicare come valore quello indicato nella parcella/preventivo sottoposto al cliente al momento del conferimento dell’incarico”” – Aggiungo: Non riesco ad immaginare una risposta ove la prestazione fosse stata a titolo gratuito. La formula dell’indeterminabile è ragionevolmente la soluzione più opportuna.

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Osservazioni di merito

Inizio con il dire che la normativa antiriciclaggio si prefigge di combattere, attraverso la collaborazione attiva dei soggetti obbligati, in primis intermediari finanziari (banche, sim, assicurazioni, Sgr, Poste etc.) e professionisti (legali e contabili), il malaffare nella sua accezione più ampia, molto spesso nascosto o comunque poco visibile, nelle transazioni economiche e finanziarie poste in essere dai tanti attori, sia pure nei diversi ruoli della nostra società.

Falso in bilancio

Al riguardo, è innegabile il nefasto effetto provocato sulla economia sana della nostra società la certificazione di bilanci falsi, quale pratica particolarmente diffusa in quasi tutti i settori. Solo per fare qualche esempio recente, mi riferisco al mondo delle banche, dove i crediti privi di garanzia hanno scritto la storia dei fallimenti.

Tali crediti, molto più opportunamente, nel rispetto della verità che deve contrassegnare la vita di qualunque azienda, andavano indicati, da subito, fra le sofferenze, onde costringere l’istituto interessato ad accantonare a riserva utili di bilancio in previsione di perdite future e certe. Accantonamenti che certamente sarebbero andati ad incidere sui compensi lunari degli amministratori e sugli utili gonfiati ai soci che, ahimè, negli anni, hanno avuto modo e trovato il tempo di dilapidare il patrimonio dei risparmiatori, mettendo a repentaglio la solidità patrimoniale degli istituti di credito (stress test della BCE, storia recente su cui non mi soffermo).

I fallimenti bancari recenti ne sono una triste testimonianza.

Corruzione nella pubblica amministrazione

Una ulteriore area di rischio è rappresentata dalla corruzione nella pubblica amministrazione, spesso realizzata con prelievi o disposizioni di bonifico operati da conti correnti aziendali, con causali estranee all’oggetto sociale dell’impresa.

L’inchiesta sul palazzinaro romano “Parnasi” ne è una testimonianza recente: https://www.giovannifalcone.it/24074-2/

Questo modus operandi, deve allertare l’intermediario finanziario

Falsa fatturazione

Analoghi illeciti, vengono perpetrati attraverso la falsa fatturazione per consentire a terzi di abbattere il carico tributario. Emblematico quello che succede nelle holding, a fine anno, quando bisogna sistemare le carte attraverso il trasferimento di imponibile  da una società in attivo ad una in perdita: false fatturazioni infragruppo https://www.giovannifalcone.it/?s=infragruppo .

Ho visto più fatture false in otto anni a lavorare in banca che in 30 anni in Finanza.

Usura

Vi sono aziende che presentano spesso “effetti al dopo incasso” in misura esponenziale oppure, anche avente ad oggetto un commercio al dettaglio, addirittura in forma ambulante, versano solo assegni sul conto aziendale.

Attività di copertura

Sono quelle attività economiche che, molto spesso, pur avendo ad oggetto un commercio all’ingrosso, registrano accrediti/addebiti in conto, rigorosamente aziendale – con tanto di partita Iva, registrazione camerale, contabilità etc. – unicamente con denaro contante.

Sono quelle attività, la cui ragion d’essere è quella di dissimulare la vera identità, il vero core business e, attraverso transazioni di solo contante, non consentono di fare conoscere all’esterno – alla banca, al mercato, alla concorrenza, al fisco etc. – chi sono i clienti o fornitori di tale entità commerciale.

L’assenza di trasparenza in questa misura, deve indurre l’intermediario finanziario o il professionista, da subito, a valutare l’inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta.

Conclusioni

Al netto delle infinite ed ulteriori possibilità fraudolente o dissimulatorie possibili attraverso un uso distorto di una “partita Iva”, a cominciare dall’infinito mondo del riciclaggio da evasione fiscale o dallo stesso auto riciclaggio per investimenti strumentali nell’attività imprenditoriale, finanziaria o speculativa di risorse sottratte agli oneri tributarie, ho semplicemente ipotizzato alcune delle fattispecie possibili nella quotidiana operatività.

A fattor comune della breve casistica enunciata, come si può facilmente desumere, è sempre presente la titolarità di una partita Iva, elemento indispensabile per qualunque disegno criminoso.

Se quanto detto appare condivisibile, ancora di più, con tutta onestà, faccio fatica a comprendere la risposta dell’Esperto risponde con la quale ho introdotto l’argomento di oggi.

Quello che dovrebbe farci riflettere, soprattutto in vista delle fatidiche Regole tecniche emanate dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili, la cui decorrenza attuativa peraltro rinviata ad anno nuovo, è il grado di estrema confusione esistente sulla materia.

Onestamente, sono a chiedermi: sono io che esagero o la situazione è effettivamente catastrofica?

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