APPALTI: Ditte individuali, i paletti per concedere i subappalti

Vorrei sapere:

Falcone Antiriciclaggio

1)un’impresa
individuale, iscritta con la qualifica di piccolo imprenditore (non avente
dipendenti), può subappaltare ad altre imprese individuali lavorazioni sul
proprio cantiere?

2) Se può farlo,
a quante ditte può subappaltare sullo stesso cantiere?

3) Dev’essere,
quindi, redatto un Psc (piano di sicurezza e coordinamento)?

4) Se non può
subappaltare, e sul cantiere vengono trovate più imprese totalmente regolari,
con Durc (documento unico di regolarità contributiva), visure camerali,
idoneità sanitarie e di formazione, che cosa succede? Quali sono le sanzioni e
per chi?

5) Sempre nel
caso che il subappalto ad altre imprese individuali non sia consentito, una
ditta individuale è costretta ad assumere dipendenti? Se assume un dipendente,
può poi subappaltare a ditte individuali altre lavorazioni sullo stesso
cantiere?

M. M. – BRESCIA

R I S P O S T A

La risposta non può essere univoca, in
quanto è variabile in funzione della natura dell’appalto (privato o pubblico).

Nel primo caso,
l’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera, se non è
stato autorizzato dal committente (si veda l’articolo 1656 del Codice civile).
Ciò indipendentemente dalla qualità dell’imprenditore (artigiano, ditta
individuale o collettiva, società di capitali). Ne consegue che, senza il
consenso del committente, la ditta non può subappaltare ad altre imprese
individuali lavorazioni facenti parte dell’opera da realizzare, Se, invece, si
tratta di un appalto pubblico, stipulato con una pubblica amministrazione o con
un soggetto a essa assimilato quanto alle procedure di scelta del contraente,
il subappalto è consentito soltanto se in sede di presentazione d’offerta
l’appaltatore ha formalmente dichiarato di avvalersi della facoltà di
subappaltare, anche se si tratta di una impresa senza dipendenti, oltre
l’imprenditore che opera in proprio (il riferimento de caso è al quinto
quesito). In tale evenienza, l’appaltatore dovrà depositare il contratto di
subappalto presso la stazione appaltante (Sa) almeno venti giorni prima della
data di effettivo inizio dell’esecuzione delle relative prestazioni, unitamente
alla certificazione attestante il possesso, da parte del subappaltatore, dei
requisiti di qualificazione prescritti dal Codice degli appalti pubblici in
relazione alla prestazione subappaltata, nonché la dichiarazione del
subappaltatore attestante il possesso dei requisiti generali di onorabilità,
compresa l’inesistenza dei divieti prescritti dalla normativa antimafia. La
misura delle opere subappaltabili, in ogni caso, non potrà eccedere il 30 per
cento dell’importo contrattuale.

In relazione al
quesito n.2, si rileva che una singolare prestazione non può essere suddivisa
tra più subappaltatori, rappresentando tale ripartizione, di fatto, una
divisione artificiosa della categoria di prestazione oggetto di subappalto, per
la quale la Sa deve procedere all’apposita qualificazione del subappaltatore.
L’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli
stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con ribassi non superiore
al venti per cento.

In merito al
terzo quesito, il Psc (piano di sicurezza e coordinamento), previsto
dall’articolo 100 del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, Dlgs 81/2008, è
obbligatorio quando un cantiere mobile operano più imprese, posto che lo scopo
è quello di descrivere le fasi operative che saranno svolte nel cantiere
stesso, di individuare tutte le eventuali fasi critiche del processo di
costruzione e, quindi, di prescrivere tutte le azioni atte a prevenire o
ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Il Psc può non
essere redatto solo nel caso in cui ci sia una unica impresa operante con una
entità presunta di lavoro non superiore a 200 uomini – giorno (articolo 90,
commi 3, 4, 5, e articolo 99, comma 1, del citato testo unico). Se una delle
due condizioni citate non si verifica, si configura l’obbligo di redazione del
Psc.

In risposta al
quarto quesito, la presenza in cantiere di subappaltatori non autorizzati dalla
stazione appaltante integra gli estremi di un contratto in frode alla legge,
per cui sussiste, in capo alla Sa, il potere di annullamento d’ufficio, in
autotutela, dell’aggiudicazione/assegnazione, anche dopo la stipula del
contratto d’appalto, in virtù di gravi ragioni di opportunità e di un interesse
pubblico attuale, prevalente sull’affidamento, ormai consolidato
dell’aggiudicatario/assegnatario.

DAL”IL SOLE 24 ORE” DEL 12 GENNAIO
2015