Aspi, Ponte Morandi, revoca
Aspi, Ponte Morandi, revoca

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: IL SIGNIFICATO DI UNA CONCESSIONE

5 min di lettura
Print Friendly, PDF & Email

AUTOSTRADE PER L’ITALIA: IL SIGNIFICATO DI UNA CONCESSIONE

Innanzitutto diciamo che la “concessione” rappresenta una sorta di partenariato tra il settore pubblico e un’impresa privata che ha dimostrato il suo valore aggiunto in un determinato settore, solitamente riguardante il settore delle infrastrutture.
Le concessioni sono utilizzate in settori che incidono sulla qualità di vita dei cittadini dell’UE e in genere hanno a che vedere con i trasporti stradali e ferroviari, servizi portuali e aeroportuali, manutenzione e gestione di autostrade, gestione dei rifiuti, energia e servizi di riscaldamento, strutture ricreative e parcheggi. Le concessioni fanno sì che competenze e capitali privati vadano ad integrare le risorse pubbliche e consentono nuovi investimenti in infrastrutture e servizi pubblici senza gravare sul debito pubblico.
A differenza di un appalto pubblico dove un’impresa riceve un importo fisso per completare la realizzazione di un’opera o la fornitura di un servizio, nella concessione invece la stessa impresa privata viene remunerata sulla scorta di un contratto, di solito ultradecennale, per la gestione di una grande opera o servizio esponendosi anche a potenziali perdite sugli investimenti.
In ambo i casi l’aggiudicazione avviene per evidenza pubblica sulla scorta di un capitolato stabilito dalla Pubblica amministrazione, dove il know how specifico, la potenzialità economica e logistica può fare la differenza.
Quando uno Stato si rivolge al mercato per individuare un partner privato per tali incombenze, lo fa perché è consapevole dei propri limiti, di non essere in grado di assicurare lo stesso grado di funzionalità ed efficienza.
In questi casi, come da regole contrattuali comunemente fissate, allo Stato e quindi al Ministero delle infrastrutture nel nostro caso, rimane il compito di verifica e controllo dell’osservanza degli adempimenti previsti nel contratto stipulato, ivi compresa le regolare manutenzione agli impianti.
Oggi, siamo così sicuri che la responsabilità del crollo sia esclusivamente attribuibile alla società concessionaria o vie è stata qualche lacuna nell’azione di verifica e controllo?
Nella metà degli anni ottanta, lo Stato e per esso il Ministero dell’economia e finanze, consapevole dei propri limiti, decise di trasferire la produzione e commercializzazione dei pomodori pelati (Cirio), le merendine di Stato (Buitoni) dell’ex Istituto di Ricostruzione Industriale (IRI) al settore privato.
I nostri soloni al Governo, se arrivano alla revoca della concessione e la gestione diretta, ci portano indietro di mezzo secolo.
Tragedia Ponte Morandi
Subito dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi a Genova il Presidente del Consiglio ebbe a dire che il Governo si sarebbe adoperato per revocare la “concessione” ad Autostrade per l’Italia (Aspi) e che non si potevano aspettare i tempi della giustizia.
Al netto della esistenza del nostro Stato di diritto, dove è codificato che le responsabilità, inadempienze o quant’altro le stabilisce un’autorità giudiziaria nel quadro della separazione dei poteri, credo che ogni scorciatoia presenti dei rischi.
Se questa revoca dovesse essere operata prima di una pronuncia di responsabilità da parte del Tribunale di Genova, laddove non fossero accertate le inadempienze lamentate in capo all’Aspi, il nostro Stato, in punta di contratto di concessione in essere, per ogni ipotesi di revoca è tenuto al pagamento del valore della concessione medesima, nei termini contrattualmente previsti e approvati per legge che, nel caso di specie, risultano ammontare a circa 25 miliardi di euro.
A questo punto mi rivolgo all’avvocato degli italiani, al secolo il Premier in carica, come si è autodefinito all’atto dell’insediamento: Come italiano non è mia intenzione pagare penali per iniziative avventate che possono mettere a rischio le casse pubbliche.
Post precendente

CAROLA RACKETE: E SE LE DESSIMO UNA MEDAGLIA?

Prossimo post

ISTAT: LE AZIENDE SCAPPANO MA IL LAVORO AUMENTA

Ultimi per