BANCHE & CLIENTI: Cassette aperte con notaio o funzionario “entrate”

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BANCHE  &  CLIENTI: Cassette aperte con notaio o funzionario “entrate”

Per prassi, all’apertura di una successione in presenza di cassette di sicurezza o depositi chiusi del defunto, la banca, appena ricevuto il certificato di morte e l’atto notorio che indica gli eredi, richiede all’agenzia delle Entrate di inviare un suo funzionario per assistere all’apertura, verbalizzarla e valutare il contenuto, in data e ora preposte dalla banca, con un anticipo dell’ordine di circa quattro settimane.

Desidererei sapere su quali atti normativi poggia tale prassi e, possibilmente, il testo degli atti riguardanti l’argomento.

  1. C. – BRACCIANO

R I S P O S T A

Quella che il lettore definisce “prassi” in realtà è il contenuto di una precisa disposizione di legge che può essere rinvenuta nel Dlgs 346 del 31 ottobre 1990 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni). L’articolo 48 di tale decreto prevede – al sesto comma – che “le cassette di sicurezza, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, possono essere aperte solo alla presenza di un funzionario dell’Amministrazione finanziaria o di un notaio, che redige l’inventario del contenuto, previa comunicazione da parte del concedente all’ufficio del registro, nella cui circoscrizione deve essere redatto l’inventario, del giorno e dell’ora dell’apertura”.

Come è stato chiarito con la risoluzione dell’agenzia delle Entrate 2/E del 24 gennaio 2013, il verbale che viene redatto al momento dell’apertura della cassetta di sicurezza ha la principale finalità di assolvere a una funzione fiscale.

Infatti, il verbale certifica l’esatta consistenza dei valori e beni mobili contenuti nella cassetta, con lo scopo di determinare l’attivo ereditario del defunto e la conseguente applicazione dell’imposta sulle  successioni. Per il verbale in parola non vi è obbligo di registrazione.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  19  FEBBRAIO  2018

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