Banche & clienti: Chiusura anticipata, penali sui prestiti non prima casa

Mutuo ipotecario: Estinzione anticipata
Mutuo ipotecario: Estinzione anticipata
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Banche & clienti: Chiusura anticipata, penali sui prestiti non prima casa

 

Nel giugno 2007 ho acceso un mutuo ipotecario per consolidamento debiti a tasso variabile. A dicembre ho chiesto e ottenuto il saldo con estinzione anticipata. Mi è stata addebitata una penale per anticipata estinzione pari al 3% del capitale residuo.

Avendo fretta di concludere l’operazione, ho pagato. Ma chiedo: il 3% dopo il decimo anno non è una penale troppo alta, anche se prevista nel contratto firmato nel 2007? Se si paragona alla penale dovuta per un prestito personale o creduto al consumo, la quota non dovrebbe essere mai superiore all’1% se non erro. C’è una legislazione precisa o un accordo tra consumatori e associazione bancaria italiana (Abi) per situazioni del genere? Un ricorso all’Arbitrato bancario potrebbe essere lecito?

G.G._ Sapri

R I S P O S T A

La legge Bersani prevedeva la gratuità dell’estinzione anticipata dei mutui prima casa sottoscritti dopo il 2 febbraio 2007. Allo scopo di non penalizzare eccessivamente i consumatori che hanno contratto un  mutuo ante 2007, in data 2 maggio 2017 è intervenuto un accordo tra l’Abi e le Associazioni dei consumatori che contiene le soglie massime applicabili a titolo di penale in caso di estinzione anticipata. Tuttavia anche in questo caso l’accordo si appalica per i mutui prima casa. Nessuna agevolazione, invece, è mai intervenuta per mutui accesi per finalità diverse, per cui nel caso del lettore, egli sarà vincolato alle previsioni contrattuali. Ne consegue che, se il contratto prevedeva una penale per anticipata estinzione del mutuo pari al 3% del capitale residuo, la penale applicata e pagata era dovuta. In tal caso in attesa di un diverso accordo consumatori/Abi, risulta certo inutile ricorrere all’arbitrato.

DAL SOLE 24 ORE DEL 7 GENNIO 2019

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