Banche e clienti: La procura generale notarile non limita la delega bancaria

Procura generale notarile
Procura generale notarile

Banche e clienti: La procura generale notarile non limita la delega bancaria

 

Nel 2018 un soggetto conferisce alla moglie ed al cognato, con firme disgiunte, delega bancaria su deposito titoli e conto corrente.

Tempo dopo, la moglie si fa conferire, tramite notaio, una procura generale dal marito, senza menzionare in essa la delega bancaria ancora in atto, e la banca, a seguito di acquisizione di procura notarile, impedisce al cognato di gestire non solo l’operatività ma anche funzioni base del conto, negandogli anche l’informazione sul saldo del conto stesso.

Nel caso descritto, la procura notarile esclude giuridicamente la delega bancaria rilasciata al cognato, senza che sia indicata alcuna esplicita espressione di revoca?

R I S P O S T A 

Esiste – in termini astratti – perfetta compatibilità tra procura generale notarile e delega bancaria a operare sui conti correnti. Pertanto, non si riscontrano ragioni per riconoscere il venire meno della delega a seguito del semplice rilascio di una procura generale a favore dello stesso o di un diverso soggetto, tranne che si inseriscano nei documenti citati pattuizione ad hoc.

Al riguardo, è importante ricordare che manca, nel Testo unico bancario (Dlgs 385/1993), una disposizione che prescriva una forma specifica (ad sub-stantiam) per consentire ad un’altra persona di operare sul proprio conto corrente, tanto da orientare la giurisprudenza verso la legittimità di una delega anche orale (Cassazione, Sentenza 21 novembre 2019, n.30313).

In sintesi, con riferimento al caso prospettato, dalla descrizione dei fatti, sia la moglie che il cognato risultano titolare dei poteri conferiti.

Dal Sole 24 Ore del 23 gennaio 2023

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