BANCHE E CLIENTI: Le condizioni poste per l’apertura del conto

3 min di lettura
Print Friendly, PDF & Email

Recentemente, ho
chiesto di aprire un conto corrente per una società di persone (Sas) ad una
primaria banca italiana. Tutto andava bene fino a quando mi è stato presentato
un modello da firmare in cui dichiaravo “di rinunciare al beneficio della
preventiva escussione del patrimonio sociale”, cosa che mi sono rifiutato di
fare. Preciso che ho chiesto di aprire un conto su base attiva e che non è mia
intenzione aprire posizioni debitorie di alcun genere. Mi è stato risposto che
non è assolutamente possibile procedere con l’apertura del conto e che tutte le
banche procedono così.

Ho verificato la
cosa con altri istituti primari, ma mi è stato assicurato, anche con risposte
scritte, che loro non hanno procedure di quel tipo. Mi chiedo se è legale
obbligare una società di persone, che vuole aprire un conto corrente attivo,
firmare un modulo del genere.

Angelo
Mazza
– COMO

R I S P O S T A

La problematica segnalata si inquadra
nell’ambito delle trattative tra banca e cliente, finalizzate alla stipula del
contratto ove entrambe le parti – nel rispetto degli obblighi di buona fede (ex
articolo 1327 del Codice civile) – sono libere di pervenire o meno alla
stipulazione.

Accade dunque
che talune banche pongano condizioni contrattuali in assenza delle quali non
sono disponibili alla definizione dell’accordo anche quando non è prevista
concessione del credito. L’Arbitro Bancario Finanziario ha ribadito più volte
anche l’inesistenza di un diritto soggettivo del cliente all’erogazione del
credito. In particolare, i Collegi hanno evidenziato che un obbligo generale di
far credito è certamente estraneo allo statuto delle imprese bancarie e
finanziarie, la cui attività deve ispirarsi ai principi di una “sana e prudente
gestione” e deve essere esercitata avendo riguardo “alla stabilità complessiva,
all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario” (ex articolo 5,
Dlgs 1° settembre 1993, n.385). Ne deriva che l’unico profilo di valutazione
che può essere espresso in termini di diritto, relativamente alla condotta
dell’intermediario in tema di concessione del credito, attiene al rispetto dei
canoni generali di buona fede e correttezza che deve improntare la condotta
della banca nelle relazioni con la propria (anche potenziale) clientela (ex
multis, Abf Coll. Milano, n.6596/2014).

DAL”IL SOLE 24 ORE” DEL 27APRILE 2015

giovannifalcone

GIOVANNI FALCONE
CONSULENTE D’IMPRESA
"ESPERTO ANTIRICICLAGGIO”

Post precendente

BANCHE E CLIENTI: La banca deve illustrare il rischio al cliente

Prossimo post

ORGANI SOCIALI INTERMEDIARI FINANZIARI: Società di cartolarizzazione

Ultimi per