Bankitalia-Ista: L’abbondanza della miseria

Miseria ad oltranza
Miseria ad oltranza
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Bankitalia-Ista: L’abbondanza della miseria
A leggere i risultati pubblicati oggi dal Sole 24 Ore e riguardanti la ricchezza delle famiglie italiane di circa 10 miliardi, pari a otto volte il reddito procapite, addirittura aumentata rispetto agli ultimi anni e di poco superiore a quella delle famiglie tedesche, c’è da sentirsi orgogliosi ed appagati.
Di questo tesoro, circa la metà è costituito dal patrimonio immobiliare che vede ancora oggi, la forma di investimento più diffusa sull’intero territorio nazionale.
E’ tutto oro quello che luccica?
Assolutamente no e questo per tante per tante ragioni che vanno, dalla bassa crescita legata ad una riduzione dei consumi interni, destinata addirittura ad accentuarsi in vista del programmato aumento dell’Iva nella prossima legge di bilancio.
Con un debito pubblico inarrestabile che ci costringe a accantonare oltre 50 miliardi di interessi all’anno (in pratica due finanziarie), una tassazione insopportabile, tanto per le imprese che per le famiglie, peraltro in aumento, avendo dato mano libera ai Comuni ad aumentare i tributi locali dopo un blocco durato tre anni, cosa ci possiamo aspettare?
Provo a tracciare una fotografia attuale del disastro che tutti possiamo vedere:
1. Le imprese che de-localizzano la produzione scappando letteralmente in altri Paesidella Unione Europea, dove trovano condizioni di vantaggio: una concorrenza sleale fra Stati inaccettabile cui urge porre rimedio. In pratica, queste imprese, fanno esattamente ciò che abitualmente fanno molti pensionati italiani che scappano in Portogallo dove, con una pensione di “fantozziana memoria”, riescono a vivere non volendosi accontentare di sopravvivere a stento nella madre patria;
2. Intere aree del nostro territorio – soprattutto nel Mezzogiorno – prossime alla desertificazione, dove le reti idriche fanno acqua – nel senso che perdono il 30/50% a causa di impianti e condutture obsolete e risalenti alla prima guerra mondiale, dove la criminalità imperversa, la Pubblica amministrazione latita, l’appeal imprenditoriale completamente scomparso se mia fosse esistito;
3. Il lavoro si riduce e aumentano a vista d’occhio le ore di Cassa integrazione come certificato dall’Istituto di previdenza (Inps);
4. Le inchieste giudiziarie, da nord e sud dello stivale e senza particolari preferenze territoriali ci dicono che il malaffare tra politica ed economia dilaga, la corruzione aumenta, con tecniche addirittura più sofisticate in confronto alla esperienza di Tangentopoli degli anni ’90: oggi si parla per lo più di consulenze fittizie, anche a diversi zeri, a differenza delle valigie stracolme di denaro contante dei vecchi tempi;
5. Aver de-finanziato il bellissimo progetto nato nel 2015 da una grande e singolare intuizione del neo senatore a vita Renzo Piano e riguardante il “Rammendo delle periferie e Piano casa”, con un programma di almeno mezzo secolo, ha aggravato i problemi del degrado delle tante periferie delle nostre grandi città oltre ad un odio sociale che va manifestandosi in ogni dove come l’esempio della famiglia Rom di Casal Bruciato, periferia romana, sta a ricordarci;
6. Le tante banche fallite, a causa di amministratori disonesti sul cui operato nessuno ha trovato il tempo di controllare, hanno provocato disastri in danno di centinaia di migliaia di risparmiatori per una giustizia che tarda ad arrivare anche a distanza di anni.
Una politica confusa, piena di incertezze e contraddizioni, incapace di disegnare un futuro del sistema Paese, ha creato tante illusioni e distrutto ogni speranza.
Proposta
Se la diagnosi appare abbastanza facile, anche solo limitandoci a quello che si vede, decisamente più difficile è trovare la terapia.
Se la miseria risulta così abbondante e variegata, solo la politica potrà farvi fronte, possibilmente in un futuro di pace e coesione con quella Europa che qualcuno vuole cancellare in nome di un presunto sovranismo.
Il 26 maggio è vicino, spero che ognuno potrà dare il proprio contributo, liberamente, l’importante è farlo in modo consapevole e sapere bene da che parte stare.

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