BENI COMUNI: Il condominio risponde dei danni a terzi

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BENI  COMUNI: Il condominio risponde dei danni a terzi

Il conduttore di un immobile condominiale ha citato in giudizio l’amministratore del condominio, al fine di ottenere un risarcimento del danno causato dalla presenza di polveri di amianto provenienti dal tetto.

In particolare, il conduttore ha chiesto che gli sia risarcito il minor godimento del proprio immobile, considerato che a causa di tali polveri non poteva fruire né degli spazi esterni, né di quelli ad uso esclusivo.

Premesso che una perizia ha escluso la pericolosità del tetto in eternit, il conduttore non avrebbe dovuto citare in giudizio il locatore in quanto tenuto a garantire  il pieno godimento del locatario ex articolo 1575 del Codice civile? Nel caso in questione può sussistere una carenza di legittimazione passiva dell’amministratore? Per tali controversie è competente il giudice di pace o il tribunale?

  1. I. – SASSARI

R I S P O S T A

Il tetto è parte comune condominiale, e il proprietario è il condominio, che deve rispondere di eventuali danni arrecati a terzi, compresi i condomìni, dalla mancata manutenzione dei beni comuni o dalla mancata osservanza di prescrizioni obbligatorie riguardanti l’edificio.

E’ quindi il condominio il soggetto passivo dell’azione giudiziaria intrapresa dal conduttore. Solo se si fosse in presenza di un personale comportamento omissivo dell’amministratore – non avendo, per esempio, dato esecuzione a delibere assembleari che prevedessero la rimozione delle parti in amianto – vi sarebbe una responsabilità dello stesso.

La causa poteva essere anche avviata nei confronti del locatore, quale condomino, il quale a sua volta poteva chiamare in giudizio il condominio. La richiesta di risarcimento del danno per minor godimento del proprio immobile comporta un giudizio di valore indeterminabile, per cui la causa rientra nella competenza del tribunale.

Ciò a meno che il conduttore non abbia, nell’atto introduttivo, limitato la propria richiesta risarcitoria a un importo inferiore a 5mila euro.

DAL  “IL SOLE 24 ORE”  DEL  23  APRILE  2018

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