BREXIT SENZA USCITA: STOP DA PARLAMENTO E DALLA POPOLAZIONE INGLESE

Brexit

BREXIT SENZA USCITA: STOP DA PARLAMENTO E DALLA POPOLAZIONE INGLESE

Nel mentre papa’ Brexit, Nigel Paul Farage, guadagna consenso nelle urne, a conferma che le soluzioni facili, senza sacrifici, in qualche caso addirittura egoistiche piacciono a tutti, quando si arriva al concreto e si deve decidere di uscire dalla Unione Europea, non si decide, si rimanda secondo uno standard collaudato.
Insomma, si decide di non decidere.
Non e’ un gioco di parole, essendo gia’ successo con i diversi tentativi fatti dal precedente Governo di Theresa May e ora stiamo rivivendo la stessa odissea con l’attuale Premier inglese, Boris Johnson, lo stesso che aveva minacciato sfracelli, finanche di uscire senza accordo (No deal).
Un personaggio che vuole dare l’idea di essere un duro tanto da costringere la Camera dei Lord britannica a fare una legge apposita per stabilire che “senza accordo non si va da nessuna parte”.
Se ci pensate un attimo, questi fuochi di paglia populistici li abbiamo assistiti anche in Italia quando, alcuni politici da Bar Sport, minacciavano la Commissione Europea di approvare la legge di bilancio a prescindere dalla loro volonta’, estremamente rigorosa ai disavanzi e allo sforamento del deficit. Alla fine, i nostri aitanti politici, bravissimi a minacciare fuoco e fiamme, per ben due volte, hanno dichiarato fallimento, facendosi scrivere le manovre di bilancio dai burocrati di Bruxelles.
Il terzo millennio sembra caratterizzato, oltre che dallo scompaginamento degli equilibri economici e geopolitici mondiali, anche dalla presenza nefasta di chi crede di risolvere problemi complessi con soluzioni semplici.
Epidemia del terzo millennio, facciamocene una ragione, bisogna convivere con questa patologia.
Regno Unito
Per tornare al timoniere britannico, uno che fa il duro o almeno a chiacchiere si impegna a dare questa impressione, pare che la situazione non sia cambiata e che, il piano di uscita ordinato, concordato solo l’altro ieri con l’Europa, non piaccia del tutto ai parlamentari inglesi che chiedono una ennesima proroga alla data fissata del prossimo 31 ottobre.
Nel frattempo, a conferma che la situazione e’ confusa, proprio oggi a Londra si e’ registrata una ennesima manifestazione popolare, che vuole un secondo Referendum per accertare la reale volonta’ del popolo britannico all’uscita dall’Unione Europea.
Insomma, parlare di confusione e’ dire poco.
A voler fare una previsione, credo che il popolo inglese o, ancora meglio l’economia inglese abbia compreso che i benefici della Brexit – allo stato solo presunti – siano di gran lunga inferiori ai danni che conseguirebbero da una tale decisione.
Per tale motivo, saremo felicemente condannati a convivere con il popolo inglese e, nostro malgrado, finanche con un personaggio del calibro di Nigel Paul Farage.
Nella vita, non si puo’ avere tutto!

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