Carola, Medaglia d'oro
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CAROLA RACKETE: E SE LE DESSIMO UNA MEDAGLIA?

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CAROLA RACKETE: E SE LE DESSIMO UNA MEDAGLIA?

Con la mancata convalida dell’arresto da parte del Giudice delle indagini preliminari di Agrigento, Carola è libera, grazie al nostro Stato di diritto e alla separazione dei poteri che riesce a distinguere le discussioni del bar Sport da quelle fatte in un’aula di Tribunale.
Carola, ha difeso un principio che è quello di poter aiutare gli altri, di poter essere solidali nella sofferenza con gente che è nata dalla parte sbagliata del mondo.
Carola, in questo periodo ha rappresentato l’intento di molti di noi che aspirano ad aiutare chi ha bisogno, chi affoga nel Mediterraneo nel silenzio di tante Istituzioni, che pure hanno contribuito ad alimentare un clima di guerra con l’avvio della primavera araba del 2011.
La prima accusa che è stata rivolta alla Comandante della Sea Watch 3 che aveva osato attraccare alla banchina del porto di Lampedusa, era “resistenza a nave da guerra e tentato naufragio”.
Un’accusa priva di consistenza fin dall’origine che non ha retto davanti al giudice che non ha convalidato la misura cautelare.
Oggi, anche in previsione dell’interrogatorio previsto a breve, rimane l’accusa di “favoreggiamento della immigrazione clandestina”, nel presupposto che le navi delle Organizzazioni umanitarie non governative (ONG), abbiano una intesa implicita con i trafficanti di uomini, gli scafisti che di questi viaggi della speranza di tanti disgraziati in partenza dalle coste del Nord Africa ci sguazzano.
Indagini in corso
La Procura della Repubblica di Catania, da diversi anni, sta cercando senza successo riscontri investigativi che possano confermare l’assunto secondo cui le ONG sarebbero dei taxi del mare, facenti parte di associazioni a delinquere finalizzate al lucroso traffico di tanti disperati.
Se l’interrogatorio programmato confermerà quanto ragionevolmente desumibile allo stato dell’arte e cadrà anche questa seconda accusa, penso che il nostro vice premier e Ministro degli interni farebbe bene ad avanzare una proposta al Presidente della Repubblica per la concessione di una onorificenza, una Medaglia d’oro al valor civile , con questa motivazione:
“Carola Rackete, Comandante della Sea Watch 3 (Ong), ha manifestato eccezionale coraggio esponendo la propria vita a grave pericolo nell’intento di salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo nel mare Mediterraneo, meritando pertanto una onorificenza pubblica”.
Potrebbe essere questo un modo per interrompere questo clima di odio e violenza, chiamando il razzismo e la xenofobia con il loro nome, stigmatizzando le più becere forme di ignoranza, cercando infine di riportare il dialogo di una convivenza civile come la nostra Costituzione ce lo ricorda continuamente.
Signor Ministro, sono certo che si tratta di un percorso che sta già valutando per dire al mondo che l’Italia e gli italiani sono un popolo solidale e vicino a chi ha bisogno, a chi affoga in mare, a chi cerca un porto sicuro.
Nello stesso tempo signor Ministro, trovi anche il tempo di presenziare ai summit europei finalizzati a modificare il Trattato di Dublino perché Lei sa bene che il fenomeno della immigrazione è un tema europeo prima ancora di essere un tema di casa nostra.
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